


VITERBO - A Monterazzano ''già utilizzati in un lasso di tempo inferiore ai 2 anni trascorsi dall’inizio dei conferimenti (novembre 2019) circa 190.000 metri cubi dei 275.000 metri cubi assentiti''. E'quanto si legge nella determina regionale del 27 settembre che ha autorizzato l'ampliamento dell'invaso fino a 600mila metri cubi.
L'istanza parte dalla società proprietaria dell’impianto di smaltimento rifiuti che in una serie di note segnala criticità operative ''a causa dell’imminente esaurimento delle volumetrie disponibili''.
Ma come si è arrivati a questo punto? Lo scrive la stessa Regione, ricostruendo le fasi dell'emergenza rifiuti nel Lazio: ''A seguito delle vicende giudiziarie occorse da marzo 2021 con la chiusura della discarica di Roccasecca (senza messa in esercizio del V° bacino autorizzato e in parte realizzato) e a causa del mancato completamento dell’iter avviato per l’individuazione della nuova discarica dell’Ato Roma, gli indirizzi anche temporali previsti dal Piano Rifiuti vigente non risultano più attuali e l’emergenza successivamente occorsa ha necessitato l’emissione di diverse ordinanze emergenziali del presidente della Regione Lazio citate in premessa che, in deroga al Piano Rifiuti, hanno previsto il conferimento presso la discarica di Viterbo gestita dalla Ecologia Viterbo s.r.l. con continuità di diversi quantitativi di rifiuti provenienti da altri Ato (Roma, Frosinone e Latina)''.
La determina fa notare che ''rispetto alla sopraelevazione autorizzata a seguito della situazione emergenziale e di quanto successivamente ordinato dal Presidente della Regione Lazio, risultano già utilizzati in un lasso di tempo inferiore ai 2 anni trascorsi dall’inizio dei conferimenti (novembre 2019) circa 190.000 metri cubi dei 275.000 metri cubi assentiti''. ''Tale circostanza – si legge ancora - risulta oggi essere in palese difformità con le previsioni del Piano Rifiuti che, anche nello scenario più cautelativo e tenendo conto dell’andamento della raccolta differenziata, prevedevano un simile conferimento e riempimento dell’invaso in un tempo stimato di 4 anni''.
''Il mancato aggiornamento della volumetria autorizzata, già valutata positivamente sia nel procedimento di V.I.A. che di A.I.A., potrebbe comportare il rapido esaurimento delle volumetrie della discarica (...) così da non potere, una volta terminato il conferimento emergenziale dagli ATO limitrofi, garantire l’autosufficienza impiantistica dello stesso ATO Viterbo e Rieti previsto per la durata temporale del Piano Rifiuti vigente''.
Per cui, conclude la Regione, risulta ''indispensabile, alla luce della rilevazione degli attuali fabbisogni emergenziali incrementare la resa dell’invaso VT3''.