

VITERBO - “Nella nostra Provincia non se ne è parlato, ma è bene dare visibilità alla Campagna a favore della democrazia paritaria nei Comuni Italiani”. Lo dichiara Daniela Anetrini, responsabile provinciale Udc delle Pari opportunità in una nota indirizzata a tutti i candidati e sindaci nei comuni al voto della provincia di Viterbo.
“Il 5 aprile 2012 – spiega - il Ministro Elsa Fornero, in qualità di delegata alle Pari opportunità e il Presidente dell’Anci, Graziano Delrio, hanno scritto una lettera con cui chiedono ai candidati e ai sindaci dei vari comuni che vanno ad elezione l’impegno pubblico per includere nei propri programmi elettorali una concreta assunzione di responsabilità verso le esigenze della popolazione femminile, a partire da un’equa rappresentanza di genere nella composizione delle Giunte “.
“Fornero e Delrio – prosegue Anetrini - concludono chiedendo ai candidati “di voler aderire alla Campagna sottoscrivendo il modulo di adesione“. L’elenco dei Candidati Sindaco che avranno aderito verrà pubblicato e quotidianamente aggiornato sul sito dell’anci.it. Ad oggi nella Provincia di Viterbo hanno aderito soltanto quattro candidati di Montalto di Castro. Suggrerisco agli altri candidati di aderire, se non altro perché le opposizioni hanno imparato a far cadere le giunte di governo invocando l’articolo 51 della Costituzione e l’articolo 3, comma 6 del Testo unico degli Enti locali”.
“Ma non è questo il motivo per cui Fornero e Anci hanno lanciato la “Campagna a favore della democrazia paritaria nei Comuni italiani “ – sottolinea la responsabile delle Pari opportunità -. Rispetto agli altri Paesi Europei, il nostro sistema politico è in grave ritardo nel promuovere criteri di selezione della classe dirigente improntati alla parità ed uguaglianza tra uomini e donne. Il tasso di presenza delle donne nelle amministrazioni locali in Italia è pari al 19,5% del totale. Un’adeguata presenza di servizi e politiche di welfare limiterebbe lo squilibrio di genere nel mondo del lavoro. E’ proprio la scarsa presenza delle donne tra le cariche dirigenziali che porta all’assenza di adeguate politiche di conciliazione tra vita e lavoro e, quindi, ad un basso livello di occupazione femminile”.
“E questo è un buon motivo per non “snobbare” le quote rosa – conclude Anetrini -. D’altra parte, la Campagna a favore della democrazia paritaria nelle amministrative del 2012 ha sortito risultati positivi: un aumento del 5,5% delle donne nelle giunte dei comuni che sono andati al voto”.