ANNO 16 n° 134
Amerina Biofest, Fabbrica di Roma diventa capitale della biodiversità
Quattro giorni tra degustazioni, incontri, trekking e tradizioni per raccontare il territorio della Via Amerina. Dal Biodistretto un messaggio chiaro: “La sostenibilità passa dalla tutela della terra e delle comunità”
14/05/2026 - 06:32

FABBRICA DI ROMA - Quattro giorni di eventi, a partire da giovedi 14 maggio, nella cornice della sala Artemisia Gentileschi di Fabbrica, tra degustazioni, incontri, trekking e spettacoli per raccontare il legame tra ambiente, agricoltura e comunità. È questo lo spirito dell’ 'Amerina Biofest”, il festival del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre che prenderà il via a Fabbrica di Roma.

Durante la presentazione, ospitata nella sede di Slow Food Viterbo, è stato spiegato il valore culturale e territoriale della manifestazione da Luigi Pagliaro, Presidente Slow food. “Sarà manifestazione bellissima; ci sarà davvero da vivere Fabbrica per quattro giorni. Il lavoro del Biodistretto va nella direzione più importante: salvare la biodiversità”.

Il sindaco di fabbrica, Claudio Ricci ha parlato invece dell’importanza che il festival rappresenta per il paese: “Per Fabbrica è un privilegio ospitare un evento di questo livello. In questi anni abbiamo capito quanto sia importante riscoprire le nostre radici e valorizzare il territorio”. Ricci ha poi evidenziato il valore della collaborazione tra comuni: “Dobbiamo restare legati ai nostri campanili, ma imparare a fare rete”.

Più ampio l’intervento del presidente del Biodistretto, Fabiano Crucianelli, che ha ricordato le battaglie portate avanti negli anni: dalla tutela della biodiversità alle ordinanze contro pesticidi e glifosato, fino alla difesa del territorio dal deposito di scorie nucleari e dall’eccessivo consumo di suolo per gli impianti energetici. “Non siamo contrari alle rinnovabili – ha spiegato – ma non si può sacrificare terreno agricolo fertile. La sostenibilità deve difendere il territorio”.

Crucianelli ha inoltre acceso i riflettori sulla crisi della nocciola e sulla necessità di una riconversione agricola: “Serve recuperare biodiversità e sostenere gli agricoltori in un momento difficile”.

A raccontare invece l’anima del festival è stato Raffaele Marini, ideatore dell’evento insieme a Tamara Gori: “Abbiamo voluto costruire un’opera corale capace di mostrare le eccellenze di questo territorio”. Il festival coinvolgerà infatti tutti i 14 comuni del Biodistretto con fattorie aperte, itinerari e attività diffuse.

Spazio anche ai giovani con un concorso dedicato alle scuole, che premierà racconti sul territorio della Via Amerina, e ai produttori locali, protagonisti di degustazioni guidate e incontri dedicati alle eccellenze agricole della Tuscia.






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