

di Massimiliano Morelli

VITERBO - Insomma, dopo aver fatto credere che la didattica a distanza era e sarebbe stata la panacea della scuola, a distanza di qualche mese scopriamo che, al contrario, diventa un deterrente allo studio. A confermarlo non sono “colletti bianchi”, né dirigenti con la spocchia, tanto meno tuttologi televisivi. A confermarlo sono quelli che la vivono quotidianamente: gli studenti. Così, grazie a un’indagine condotta da Almadiploma, che ha coinvolto oltre trentaseimila diplomati del 2020 sparsi in ogni angolo d’Italia, in rappresentanza di centottantuno istituti, scopriamo come d’incanto che tre studenti su quattro ritengono che “la preparazione raggiunta con la didattica a distanza sia inferiore di quella che si sarebbe potuta ottenere con le lezioni in presenza”. Per la cronaca, il “campione” degli studenti è rappresentato per il 57% da studenti dei licei, dal 34,6% da quelli degli istituti tecnici e un 8,3% degli istituti professionali.
L’indagine Almadiploma porta invece alla luce un aumento di gradimento per l’operato dei propri docenti. Al 77,9% piace “l’efficienza organizzativa”, al 90,3% conquista la “continuità delle lezioni garantita dagli insegnanti”. In crescita anche il gradimento sulla “disponibilità al dialogo dimostrata dai prof (+4,1%)”, e sulla “chiarezza espositiva (+3,3%)”.