


di Fabio Tornatore

VITERBO - Sono iniziate, e già da un bel pezzo, nuove procedure autorizzartive per la gestione, lo smaltimento e il recupero della spazzatura, urbana e non, a Viterbo. Un altro impianto infatti, dopo l'autorizzazione al quarto invaso della discarica 'Le Fornaci', aspetta l'ok regionale: l'impianto dovrebbe sorgere in una ex cava in località Pian di Casalone, a pochi passi dal complesso archeologico di Norchia. L'altro iter in attesa di via libera è invece l'ampliamento della discarica nella zona Acquarossa, che passerà da 550 tonnellate di stoccaggio a 1089; la struttura vorrebbe ospitare anche rifiuti pericolosi, però verrà anche decuplicata la capacità per riciclo o trattamento finalizzato al recupero.
Ancora rifiuti insomma: non si ferma l'attenzione delle imprese per il settore della spazzatura, con altre due procedure messe in piedi, in attesa degli esiti dei ricorsi al TAR per l'autorizzazione al quarto invaso della discarica Le Fornaci.
L'impianto richiesto nella zona di Pian di Casalone avrà una capacirtà di 468 mila tonnellate, per un volume abbancabile di 312 mila metri cubi. La discarica sarà attiva per 6 anni, con un costo di costruzione, gestione e chiusura di quasi 25 milioni di euro.
l'ampliamento invece interessa la discarica nella zona Acquarossa, dove si raddoppierà il quantitativo di rifiuti stoccabili, e verranno ampliati sia il peso che la tipologia di rifiuti. Però, dato importante, aumenterà notevolmente la capacità di riciclo e trattamento finalizzato al recupero, indispensabile con l'aumento della differenziata e dei prodotti riciclabili. Ad esempio carta e cartone passerà da 3000 a 30 mila tonnellate all'anno, I metalli da 273 a 2000 tonnellate, i rifiuti organici, grosso problema un po' in tutta Italia vista la scrsità di centri di raccolta e trattamento, passerà da 2860 a 4000 tonnellate.