

VITERBO - La Regione Lazio ha svincolato sei milioni di euro per la progettazione e l’avvio delle gare d’appalto per la realizzazione di potabilizzatori nei Comuni presi in carico dalla Talete spa in cui la concentrazione di arsenico nelle acque è superiore ai 10 microgrammi/litro. Lo ha reso noto l’assessore regionale all’Ambiente Marco Mattei, che ha partecipato stamani alla riunione che si svolta in Provincia con i sindaci dell’Ato.
Mattei ha spiegato come ad una prima fase già in corso di completamento, che ha riguardato tutti i comuni che superavano i 20 microgrammi litro e che quindi non erano coperti dalla deroga concessa fino al dicembre 2012, si è passati ora alla seconda fase, che riguarderà i restanti comuni interessati dall’emergenza arsenico.
“Sono stati chiesti fondi al Ministero dell’Ambiente ma allo stato attuale, laddove non sarà possibile arrivare a coprire i costi degli interventi con soldi statali e regionali, sarà necessario un aumento della tariffa – ha annunciato l’assessore regionale -. E’ ipotizzabile a tale proposito un aumento del 5% annuo per i prossimi cinque anni, ipotesi che potrebbe essere resa più sostenibile se tutti i Comuni interessati, cederanno i loro impianti al gestore unico favorendo una progettazione integrata ed un’univoca ripartizione dei costi da sostenere”. Un invito, quindi, a trasferire al più presto la gestione degli impianti alla Talete, anche perché per i Comuni che dovranno fronteggiare l’emergenza stando fuori dalla gestione integrata, le modalità di intervento non sono ancora molto chiare.
“L’assessore Mattei – ha dichiarato l’assessore provinciale all’Ambiente Paolo Equitani – ci ha indicato un percorso lineare, consigliandoci la via più rapida e vantaggiosa per fronteggiare l’emergenza nei tempi stabiliti e a costi sostenibili. L’emergenza si può affrontare meglio all’interno di un progetto unitario che a questo punto la Talete, con la supervisione dell’Autorità d’Ambito, è sicuramente in grado di mettere in campo. Anche perché – ha aggiunto Equitani – l’assessore Mattei ha anche comunicato che dal primo gennaio 2013 scadrà il commissariamento regionale e la materia tornerà ad essere affrontata in regime ordinario. Fatto questo che, inevitabilmente, comporterà un allungamento delle procedure che oggi, grazie ai poteri straordinari, possono invece essere abbreviate di molto”.
“Ora sta ai comuni decidere il percorso da seguire, fermo restando che il tempo passa e il primo gennaio 2013 non ci saranno più margini di discussione. Il rischio concreto – conclude Equitani – è di ritrovarsi in piena emergenza senza altra alternativa che quella di emettere le ordinanze di non potabilità delle acque”.