ANNO 16 n° 273
Alluvione a Tarquinia, dirigenti nel mirino della Corte dei conti
Oltre 2,8 milioni di risarcimenti che potevano essere evitati
04/04/2018 - 07:17

TARQUINIA – (rvtn) Alluvione a Tarquinia Lido e Marina Velca, dirigenti regionali finiscono nel mirino della Corte dei conti. I fatti risalgono al maggio del 2004 e al novembre del 2005 quando alle intense precipitazioni meteorologiche sono seguite dannose inondazioni che hanno riempito di acqua e fango abitazioni, esercizi commerciali e garage. All’origine dell’alluvione lo straripamento del fiume Marta, del torrente Torrone e del fosso Scolo dei Giardini. Esondazioni che, come già stabilito dal Tar presso la Corte d’Appello di Roma, si sarebbero potute evitare con una costante manutenzione che invece non c’è stata.

Per questo nel febbraio del 2011 la Regione Lazio e l’Agenzia regionale per la difesa del suolo (Ardis) sono state condannate a risarcire la somma di 2.815.830 euro ai 139 residenti che avevano presentato ricorso per i danni subiti alle loro proprietà alluvionate.

Un esborso di fondi pubblici per il quale, come riporta ''Il Tempo'', la procura della Corte dei conti ha emesso ora un invito a dedurre, simile all’avviso di garanzia nel penale, nei confronti di Raniero De Filippis, al tempo direttore regionale infrastrutture, ambiente e politiche abitative, e Nando Pierluisi, direttore di Ardis dal 2001 al 2005. Per il magistrato contabile Ugo Montella sarebbero infatti loro due i soli responsabili dell’esborso di oltre 2,8 milioni di euro ''per aver negligentemente trascurato un pericolo poi effettivamente concretizzatosi e da cui è scaturita la responsabilità risarcitoria – si legge nell’atto della procura contabile -. Tale somma costituisce danno erariale''.

La Corte dei conti sostiene infatti che se fosse avvenuta una corretta manutenzione dell’alveo del fiume questa ''sarebbe stata in grado di contenere sensibilmente la portata di piena con effetti dannosi inesisteni o comunque notevolmente ridimensionati o attenuati''.

Perciò ora i dirigenti regionali, Raniero De Filippis e Nando Perluisi, sono stati chiamati a pagare lo scotto in nome non solo di chi ha subito danni per le alluvioni, ma anche per tutti i contribuenti italiani che hanno dovuto finanziare l’ingente somma risarcitoria per due fenomeni alluvionali che potevano essere evitati eseguendo una corretta manutenzione.






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