



VITERBO - Con il caldo e la mancanza di pioggia in questo inverno anomalo è scattato l’allarme siccità anche nella Tuscia e per i coltivatori diventa sempre più complicato provvedere all'irrigazione dei campi nelle campagne. L’allarme arriva su più fronti.
Già ieri da parte della Regione, che ha inviato una lettera alle amministrazioni comunali richiamando l'attenzione dei sindaci sulla situazione; poi da parte di Coldiretti che ha evidenziato come il 2020 abbia segnato un -80% di precipitazioni e una temperatura superiore di 1,87 gradi.
'In questo momento c'è una forte siccità che si somma ai problemi già esistenti in agricoltura dovuti al conflitto russo-ucraino- commenta Danilo Capati, presidente della sezione Coldiretti di Civita Castellana, nonchè coltivatore di foraggi e nocciole -. Come coltivatori ci siamo trovati di fronte innumerevoli difficoltà, dovute all'aumento esorbitante dei prezzi di carburante e materie prime, raddoppiati se non addirittura triplicati rispetto allo scorso anno'. 'Ora si aggiunge anche il problema della scarsità dell'acqua nelle falde acquifere, che di certo non giova alla nostra economia', rimarca con rammarico Capati.
'La soluzione per il futuro contro lo spreco idrico - evidenzia con enfasi Mauro Pacifici, presidente Coldiretti Viterbo - è rappresentata dai Consorzi di bonifica. Tali Consorzi dovranno, insieme a tutte le aziende agricole, avere la capacità di captare acque meteoriche e, dunque, centellinare l'acqua. Bisogna evitare gli sprechi. Questo è fondamentale. Questo perchè, purtroppo, le linee idriche che attraversano le nostre città sono spesso fatiscenti a danno di un copioso spreco idrico'.
'In provincia di Viterbo - prosegue Pacifici - insistono tre Consorzi di bonifica (Litorale Nord, della Sabina e una parte del Tevere-Nera) che tramite fondi del Pnrr stanno facendo operazioni di investimento per l'efficientamento e la ristrutturazione delle tubature per la distribuzione dell'acqua senza sprechi'.
'La siccità – precisa Pacifici – è diventata l’evento avverso più rilevante per l’agricoltura e i fenomeni estremi, come le cosiddette bombe d'acqua, che in agricoltura sono estremamente dannose, possono invece essere 'sfruttate' come bacini di accumulo ed essere così contenute come riserva per i periodi di siccità'.