

RONCIGLIONE - Una grave criticità ambientale torna a mettere sotto pressione il bacino del Lago di Vico. A denunciarlo è l’Attivismo by Progetto Vegan, che ha inviato una lettera alle istituzioni competenti chiedendo interventi urgenti per tutelare la salute pubblica e l’equilibrio dell’ecosistema.
Secondo i dati raccolti nel primo trimestre del 2026, il lago continua a registrare livelli elevati di fosforo, una condizione strettamente legata alla diffusione delle monoculture intensive di noccioleti nell’area circostante. Questo fenomeno sta accelerando i processi di eutrofizzazione, favorendo la proliferazione di alghe potenzialmente tossiche, come quelle produttrici di microcistine.

Le conseguenze sono rilevanti: oltre al danno ambientale, si configura un rischio concreto per la qualità delle acque, utilizzate anche a scopo potabile. Una situazione che, secondo i firmatari della segnalazione, rappresenta una violazione di diverse normative nazionali ed europee in materia di tutela delle acque e della salute.
Nella lettera si richiama esplicitamente il rispetto di principi fondamentali, tra cui la tutela della salute sancita dalla Costituzione, le disposizioni del Decreto Legislativo 152/2006 contro l’inquinamento, la Direttiva europea sulle acque e le norme sulla sicurezza idrica. Viene inoltre citata una recente sentenza del Consiglio di Stato che impone interventi urgenti agli enti preposti.
Per questo motivo, l’associazione ha formalmente diffidato le autorità coinvolte ad agire senza ulteriori ritardi, indicando azioni precise: dal Comune di Ronciglione, chiamato a limitare l’uso di fertilizzanti e fitofarmaci, alla ASL di Viterbo, a cui si chiede maggiore trasparenza sui dati relativi alla qualità dell’acqua. Richieste anche ai Carabinieri Forestali, per intensificare i controlli, e a Talete S.p.A., affinché fornisca comunicazioni chiare sulla potabilità dell’acqua distribuita.
Un appello diretto è stato rivolto anche alla Regione Lazio, sollecitata ad applicare pienamente le misure stabilite dalla giustizia amministrativa per prevenire ulteriori danni ambientali.
Nel documento si sottolinea come il perdurare di questa situazione, in assenza di interventi efficaci, possa comportare responsabilità sia amministrative che penali. In mancanza di risposte concrete entro i termini previsti dalla legge, i promotori annunciano l’intenzione di rivolgersi alla Procura della Repubblica.
Una presa di posizione netta che riaccende i riflettori su una delle emergenze ambientali più delicate del territorio viterbese.