

Una scossa di terremoto con magnitudo 4.5 si è verificata alle 6.08 con epicentro al largo di Ravenna, in Romagna, ad una profondità di circa 25 chilometri. Il terremoto è stato avvertito anche nelle Marche. Le zone vicine all'epicentro (guarda) sono Ravenna, Cervia e Alfonsine. Secondo la Protezione Civile, al momento non si registrano danni a persone o cose, salvo la caduta di alcuni calcinacci da un vecchio palazzo del centro storico di Pesaro, in via Sabatini, che secondo i pompieri potrebbe però non essere stata provocata dal terremoto. La via è stata transennata. Nonostante la paura provocata dalla scossa di terremoto le scuole sono regolarmente aperte a Pesaro. Lezioni regolari anche ad Ancona, dove pure molte persone hanno sentito il movimento tellurico e chiamato i vigili del fuoco.
IN MARE - Secondo i dati dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia l'epicentro si trova a 25,6 chilometri di profondità, al largo della costa. La scossa è stata avvertita distintamente anche ad Ancona e Pesaro. Numerose le chiamate ai vigili del fuoco, carabinieri e polizia. Durante la notte, tra le 2 e le 6 del mattino, sono state in tutto tre le scosse che hanno fatto tremare ancora la Pianura padana. La prima era di magnitudo 2.2. Alle 2,25, un altro sisma lieve - di magnitudo 2.9 - si è verificato anche a Benevento.
NUOVA FAGLIA - Il terremoto è stato generato da una faglia diversa rispetto a quelle responsabili dei sismi del 20 e del 29 maggio in Emilia, sebbene la struttura geologica interessata sia la stessa. Lo ha spiegato il funzionario di sala sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Francesco Mele. Anche questo terremoto è legato all'attività del margine settentrionale dell'Appennino, sepolta sotto la Pianura Padana. «È stato generato - ha spiegato il sismologo - dalla struttura di Malalbergo-Ravenna, che costituisce l'estremità più orientale dell'arco di Ferrara», ossia la struttura geologica all'origine dei terremoti delle scorse settimane nel ferrarese e nel modenese.
LA STAGIONE ESTIVA- Se a maggio il terremoto ha colpito con scosse di magnitudo superiore a 5.0 l'Emilia tra le province di Modena e Ferrara in uno sciame che sembrava orientato verso nord, nord-ovest, la scossa di mercoledì si è verificata a circa un'ottantina di chilometri dal quel fronte sismico, nella zona della costa adriatica, finora risparmiata. Questo rischia di avere ripercussioni sull'imminente stagione estiva nella costa romagnola, dove gli albergatori temono ricadute pesanti sull'affluenza dei villeggianti. Finora il terremoto in Emilia a causato 26 morti e circa 14.000 sfollati.
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