ANNO 16 n° 272
Alcol - ''A che serve l'ordinanza?''
Interviene il consigliere comunale Ricci (Pd)
26/07/2011 - 10:37

Riceviamo e pubblichiamo

Leggo, con preoccupazione, dagli organi di informazione, che la Questura ha sollecitato il Comune di Viterbo ad assumere provvedimenti atti a rendere più “tranquille” le notti estive.

Sembrerebbe che tutti i guai siano imputabili a dei ragazzi che girano la notte per le vie del centro storico con una bottiglia di birra in mano o altri alcolici.

Diagnosticato il male, pronta la cura.

Il Sindaco emette un'ordinanza con la quale vieta il consumo di alcolici per le vie e gli spazi pubblici. Sanzioni pesanti per i trasgressori, siano questi venditori o “utilizzatori finali” degli alcolici.

Alcune domande sorgono spontanee.

Rispetto a prima cosa cambia?

Se la persona alticcia provocava disturbo alla quiete o arreca danni al patrimonio pubblico e privato, era sanzionabile prima e dopo l'ordinanza.

Se i fumi dell'alcol causavano risse, credo che il fatto fosse sanzionabile sia prima che dopo l'ordinanza.

Non c'è dubbio che per accertare i fatti e poterli adeguatamente sanzionare serve la presenza delle forze dell'ordine sia prima che dopo l'ordinanza, o sbaglio?

Ma a questo punto quali sono le novità prima e dopo l'ordinanza?

L'unica, che appare in tutta evidenza, è quella di poter multare anche chi sta consumando solo o in compagnia una birretta senza dare fastidio a nessuno, costringendo le forze dell'ordine a fermarsi a elevare una sonora multa, mentre forse a duecento metri di distanza si stanno consumando atti di violenza gratuita senza magari alcolici in mano, come già accaduto, o più semplicemente si disturba con schiamazzi notturni.

Non mi sembra un grande risultato.

Alvaro Ricci – Consigliere comunale

 

 

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