ANNO 16 n° 274
Alcoa, due sindacalisti di nuovo sulla torre
13/09/2012 - 09:51

Sale di nuovo la tensione sul fronte Alcoa, l'azienda dell'alluminio a rischio di imminente chiusura: i segretari della Fiom-Cgil, Franco Bardi, e della Fim-Cisl del Sulcis, Rino Barca, entrambi operai dell'Alcoa, sono saliti stasera sulla torre alta oltre 60 metri da dove alcuni giorni fa erano scesi dopo quattro giorni tre colleghi dello stabilimento di Portovesme (Sulcis).

«CI SENTIAMO PRESI IN GIRO» - Le ragioni della nuova protesta sono le stesse: l'azienda, mercoledì in un incontro con le rappresentanze sindacali, ha confermato il programma di spegnimento dell'impianto, che i lavoratori speravano di rallentare, anche viste le rassicurazioni fornite dalla stessa azienda al governo nei giorni scorsi. «Ci sentiamo presi in giro», hanno detto i due segretari raggiunti al telefono dall'Agi, poco dopo essere saliti sulla cisterna. «L'azienda si è rimangiata le promesse», ha detto Bardi, infuriato. «Vuole spegnere subito le celle ed è inaccettabile».

«BASTA» -«Ora basta», ha tuonato Barca. Entrambi mercoledì mattina facevano parte della delegazione sindacale che stamane ha incontrato a Cagliari, a Villa Devoto, il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, sulle prospettive di vendita dello stabilimento, cui sembrano interessate i gruppi svizzeri Glencore e Klasch e una società italiana di Chieri, nel Torinese. 

LA REAZIONE DEL GOVERNO - Sulla vicenda è intervenuto il governo, con una nota del ministero che ha richiamato «con fermezza» Alcoa «al rispetto puntuale degli impegni assunti formalmente, durante la riunione che di lunedì al ministero dello Sviluppo economico dai responsabili internazionali del gruppo. L'esecutivo esige pertanto che lo spegnimento dello smelter avvenga secondo le modalità e con la gradualità stabilite».

CAMUSSO - «Mi pare che ci sia un'azienda che non rispetta i patti, una scelta di questo tipo di accelerare la chiusura degli impianti fa sorgere il sospetto che in realtà l'azienda non voglia rispettare quanto concordato, cioè la possibilità di cercare un altro compratore». Lo ha detto il segretario della Cgil, Susanna Camusso. «Credo - ha aggiunto - che il governo debba intervenire molto rapidamente sia per impedire lo spegnimento sia per assumersi la responsabilità di dare continuità produttiva all'Alcoa».

LA RISPOSTA DI ALCOA - In seguito è arrivata anche la risposta dell'azienda - «Alcoa conferma che mercoledì ha presentato un piano di spegnimento degli impianti più graduale come definito con il Ministero dello sviluppo economico, la Regione e i sindacati lunedì 10 settembre». Alcoa conferma poi la chiusura dell'impianto il 30 novembre.

corriere.it






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