ANNO 16 n° 275
Alcoa, accordo nella notte: stabilimento aperto per tutto il 2012
28/03/2012 - 09:48

Ci sono volute circa dodici ore di trattative al Ministero dello sviluppo economico, ma alla fine l’accordo è arrivato. I lavoratori sardi dell’Alcoa, il gigante dell’alluminio, possono tirare un primo respiro di sollievo: fino a tutto il 2012 lo stabilimento di Portovesme (Carbonia-Iglesias) resterà aperto.

Nel frattempo si cercherà un nuovo acquirente disposto a subentrare agli americani. Ci sono già quattro-cinque manifestazioni di interesse, di cui un paio considerate particolarmente serie. Per i lavoratori è l’allontanarsi di un incubo: le 500 lettere di mobilità che l’azienda aveva già preparato per inviarle il 5 aprile, ora verranno buttate nel cestino.

Si conclude quindi in modo positivo una vicenda che stava creando tanta angoscia e disperazione. E’ una conclusione solo temporanea, naturalmente. Se non si troverà un nuovo acquirente dal primo gennaio del 2013 per i circa 1.500 addetti dello stabilimento siderurgico potrebbe scattare la cassa integrazione straordinaria.

Il ministro Passera in mattinata, mentre fuori già c’erano i primi scontri tra forze dell’ordine e lavoratori esasperati, lo aveva detto: «Ci sarà il massimo impegno, mio personale e del governo per facilitare le trattative. Ma tutti sappiamo bene che non è garantito il risultato, perché ci muoviamo in un settore molto difficile».

«Siamo soddisfatti. Ora la parola però passa ai lavoratori in assemblea» dichiara il segretario nazionale della Uilm, Mario Ghini. «E’ un'intesa sofferta che non scongiura l’abbandono del sito di Portovesme da parte di Alcoa, ma che mette le basi per il proseguimento della produzione dell’alluminio primario nel nostro Paese», commentano il segretario nazionale Fiom Laura Spezia e il coordinatore nazionale siderurgia della Fiom Vittorio Barbi. «Grande soddisfazione per il raggiungimento di un’intesa fino a poche ore fa impensabile» per la Fim-Cisl, il cui segretario nazionale, Marco Bentivogli, parla di «accordo storico».

Nel dettaglio l’intesa prevede l’impegno dell’Alcoa di mantenere lo stabilimento produttivo attivo fino al 31 dicembre 2012, in presenza di manifestazioni di interesse al subentro.

L’attività cesserà invece il 31 ottobre, se non si farà avanti seriamente nessun altro gruppo imprenditoriale. In entrambi i casi, scatterà la cassa integrazione per tutti i dipendenti. Per almeno un anno - prosegue la nota del Ministero - l’impianto sarà poi mantenuto in condizioni di efficienza, così da garantire una pronta ripresa della produzione nel caso ci fossero nuovi acquirenti. L’intesa prevede inoltre un impegno straordinario del governo per trovare soluzione al problema del costo dell'energia elettrica, oltre a un impegno delle istituzioni regionali e locali a migliorare la dotazione infrastrutturale del territorio. Entro il mese d’aprile dovrebbero essere formalizzate le manifestazioni d’interesse.

Ilmessaggero.it






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