ANNO 16 n° 271
Alberto Sacchi si poteva salvare?
Dubbi sulla tempestivitą dei soccorsi al consigliere deceduto dopo un malore
29/10/2019 - 06:51

CIVITA CASTELLANA – Accettare la morte di un familiare specie se improvvisa è davvero molto difficile. Lo è ancor di più se resta il dubbio che il parente si sarebbe potuto salvare se fosse stato soccorso in tempi più rapidi. E così mentre è ancora aperta la ferita per la scomparsa di Alberto Sacchi, il consigliere comunale della Lega morto in settimana, colto da malore mentre faceva jogging, in molti di chiedono che cosa sarebbe successo se l’ambulanza fosse arrivata prima. Sembra infatti che siano passati diversi minuti dal momento in cui il consigliere ha accusato il malore ed è stato dato all'allarme al momento in cui è arrivata l'ambulanza sul posto.

Secondo alcuni testimoni i soccorsi sarebbero arrivati abbondantemente dopo la mezz'ora. Pare addirittura che l'ambulanza sarebbe arrivata da Magliano Sabina, perché quella di Civita Castellana sarebbe stata impegnata in un intervento da codice giallo. Il condizionale in questa vicenda è d’obbligo visto che ci sono diversi aspetti da chiarire e sui quali anche la famiglia di Sacchi vorrebbe avere spiegazioni. Pare, infatti, che gli stessi familiari si siano rivolti a un legale.

Per il momento sono tanti gli interrogativi. Secondo le linee guida internazionali l'ambulanza dovrebbe arrivare entro 8 minuti. Perché allora sarebbe arrivata molto più tardi? In caso di collasso cardiaco, poi, la tempistica è essenziale per limitare i “danni”. C'è poi la questione del numero delle ambulanze sul territorio. Pare che a Civita Castellana, nonostante la presenza dell'ospedale, sia attiva una sola ambulanza, impegnata quel giorno in un altro intervento. Una concomitanza che potrebbe essere stata fatale per Alberto Sacchi, 72 anni, che forse non ce l'avrebbe fatta lo stesso o forse si sarebbe potuto salvare. Il dubbio per ora resta.






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