


di Fabio Tornatore

ORTE - Moncherini e mutilazioni: questo è lo spettacolo che accoglie i turisti e gli altri passeggeri dei treni che escono dalla stazione di Orte Scalo. Ancora capitozzature nella provincia di Viterbo, la pratica di tagliare i rami degli alberi in maniera radicale, al posto delle potature, che è ormai vietata da tutto il mondo degli alboricoltori e anche dal decreto del Ministero dell'Ambiente dal 2020.

Dopo i casi dello scorso anno, a Sutri, a Vejano, e a Soriano del Cimino, ancora una 'potatura' radicale: a Orte Scalo, infatti, nel piazzale della stazione ferroviaria, gli alberi sono stati mutilati con un taglio dei rami fin quasi al tronco.

La pratica, come spiegano numerosi alboricoltori, indebolisce la pianta, che viene esposta a numerosi batteri che potrebbero dare il via a carie interne; inoltre per proteggersi, l'albero, inizia a emettere nuovi rami velocemente, che sono quindi più deboli e fragili, e, a distanza di anni, sia la pianta che i nuovi rami potrebbero essere più fragili e a rischio caduta.

