



CIVITA CASTELLANA - Vignale, l'amministrazione comunale rinnova la concessione per gli scavi archeologici per il triennio 2025-2027 al dipartimento di Scienze dell’antichità, insegnamento di etruscologia e antichità italiche dell'Università la Sapienza di Roma. L'accordo, frutto di un protocollo d'intesa tra i due enti risalente al 2022, è stato deliberato in giunta con lo scopo di proseguire gli scavi archeologici e il relativo studio dei reperti rinvenuti, utili a ricostruire il vissuto del popolo falisco che li mise radici. Nelle intenzioni del Comune c'è quello di rendere fruibile un giorno l'intera area destinandola a parco archeologico.
Le indagini, condotte dalla professoressa Maria Cristina Biella, partirono su due distinti siti per un'area complessiva di circa 200 mq. Nel primo fu rinvenuta una struttura insediativa durata con molta probabilità fino all'età arcaica, con rinvenimento di materiale databile in un arco temporale dall'età del bronzo fino al 6° secolo a.C. La presenza di edifici era un dato di fatto, testimoniata dalla numerosa presenza di tegole.
Il secondo saggio fu scelto per la presenza di un'angolatura particolare. Qui il georadar dava un banco a meno un metro dal suolo, con una serie di attività. Sotto l'humus, però, gli archeologi avevano rinvenuto buche di palo classiche e ancora cavi risalenti ai vigneti che sono, ovviamente, di più recente stratificazione. Le ricerche sul campo furono effettuate attraverso l’applicazione di tecniche di telerilevamento multispettrale da drone e di indagini geofisiche su superfici ampie. I sorprendenti risultati furono poi resi noti durante una conferenza stampa al forte Sangallo nel mese di giugno dello scorso anno.