

La settima edizione di Ortaccio Jazz Festival prenderà giovedì 5 luglio e per quattro giorni proporrà, dal palco di piazza Ortaccio di Vasanello, i concerti dei più grandi nomi della scena jazz italiana. La rassegna è organizzata dall’associazione Culturale “Messico e nuvole” con il patrocinio della Regione Lazio, della Provincia di Viterbo e del Comune di Vasanello. La manifestazione sarà ad ingresso gratuito e tutte le sere offrirà la possibilità di degustazioni enogastronomiche in piazzetta in attesa dei concerti. La novità di quest’anno, fortemente voluta dagli organizzatori, è la prima edizione del premio “Una frase per OJ” organizzato in collaborazione con la scuola media statale di Vasanello. E’ stato chiesto agli studenti di pensare una frase che abbia per tema l’amicizia e/o la musica. La frase selezionata è stata poi utilizzata come slogan della manifestazione. Il premio consiste nella stampa, su tutto il materiale pubblicitario del festival, della frase vincitrice. Il concorso si è chiuso il 31 maggio 2012. Giovedì è prevista la premiazione sul palco di piazza Ortaccio. Si comincia questa sera, con l’esibizione del trio composto da Rita Marcotulli, Luciano Biondini e Javier Girotto. Tre voci con forte personalità e consolidata esperienza e con all’attivo un disco di recente pubblicazione: “Variazioni su tema”. Dodici racconti in musica, dodici scene da cui sembra di carpire uno svolgimento visivo in quanto nascono da un contesto in cui è l’immagine a dominare: il cinema appunto. Rita Marcotulli consolida così un’esperienza compositiva che già da anni conduce con passione: la scrittura di musica per il cinema che le ha fatto guadagnare il Ciak d’oro, il Nastro d’argento e il David di Donatello per la colonna sonora del film “Basilicata coast to coast” di Rocco Papaleo e per le composizioni dedicate al cinema di François Truffaut. Una carriera notevole quella della pianista che nel 1987 la rivista “Musica Jazz” nomina miglior nuovo talento musicale dell’anno. Una serie di collaborazioni davvero impressionante: Palle Danielsson, Peter Erskine, Richard Galliano, Steve Grossman, Joe Lovano, Marilyn Mazur, Kenny Wheeler, dal 1988 al 1990 fa parte della band di Billy Cobham, Pat Metheny. Luciano Biondini dopo una formazione orientata verso studi classici, con numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, si è avvicinato al jazz nel 94 e da allora ha tenuto concerti in vari paesi europei (Spagna, Germania, Danimarca, Croazia, Andorra). Fra le collaborazioni spiccano i nomi di Tony Scott, Enrico Rava, Gabriele Mirabassi, Javier Girotto, Enzo Pietropaoli, Fabrizio Bosso. Javier Girotto è uno dei musicisti più sensibili e capaci che ci sia in circolazione. L’ambiente musicale è quello del jazz ma anche quello della musica argentina, del tango in particolare, di cui è uno dei principali esponenti in Europa, sin dalla metà degli anni novanta quando pubblicò il primo di dieci dischi con gli Aires Tango. Girotto è anche un musicista che passa con estrema disinvoltura dal jazz classico, alle formazioni in solo, duo, trio, con grandi orchestre o sestetti di soli fiati. Al suo attivo ha una trentina di dischi, come leader o co-leader, in uno dei quindici differenti progetti che porta in giro per l’Europa.