

Con l’imminente week-end dedicato alla settima Edizione del Festival Blues, la frazione di Torre Alfina apre ufficialmente la stagione folcloristica estiva 2011.
Grazie alla perfetta simbiosi organizzativa tra attività produttive, Pro Loco, Associazione Culturale Astorre, Avis, Banda Musicale di Torre Alfina, Consorzio Università Agraria, Torre Alfina Blues e Comune di Acquapendente il piccolo centro con strameritatissimo marchio “Borgo più bello d’Italia”, si appresta a presentare alcune vere e proprie chicche d’autore.
Dall’11 al 18 Agosto si svolgerà la consueta “Sagra delle pappardelle al cinghiale” (affluenza ogni anno intorno ai 6.000 ospiti), richiamati dall’ottima qualità della cucina e dal rispetto di una tradizione gastronomica locale. Con diversi piatti a base di cinghiale. Punto di forza e segreto del successo, la collaborazione di persone di tutte le età.
Dal 2 al 4 Settembre la manifestazione “Ponti nel Tempo – Antica Fiera di San Bartolomeo” riporterà i turisti indietro nel tempo. Più precisamente al 1760 quando venne traslata la Sacra Immagine della Madonna dell’antica chiesa parrocchiale di Santa Maria presso il Castello, alla cappella di San Sebastiano fuori le mura, oggi chiesa della Madonna del Santo Amore.
Anche per il 2011 si articoleranno i cosiddetti “tre momenti”: festa religiosa con corteo della Traslazione in abiti d’epoca, festa civile con cortei, banchetti e rappresentazioni di particolari epoche storiche, fiera di San Bartolomeo con mercatino di prodotti tipici gastronomici ed artigianali.
Ogni manifestazione avrà “tre assi nella manica”. Chiamati natura. Il primo denominato Bosco del Sasseto, permetterà delle passeggiate lungo un bosco mesofilo di latifoglie secolari ospitate una ricca fauna e flora con elementi molto rari nel Lazio. Con pendio costituito sui resti di un apparato vulcanico, presenta grandi massi di pietra lavica che si possono osservare percorrendo il bosco. Prodotto della frammentazione di alcune colate laviche discendenti il pendio che porta alla valle del fiume Paglia. Massi e rocce di tutte le dimensioni sono sparse ai piedi degli alberi, formando in certi tratti ammassi particolarissimi. Le rocce hanno una colorazione variabile dal nero al grigio chiaro (a volte rossastre o violacee per fenomeni di ossidazione). L’eccezionalità del tutto, stà al substrato geologico. Che deve il nome ed è legato alla presenza di alberi secolari come rovere, cerro, carpino bianco, faggio, agrifoglio, leccio di cui alcuni con altezza superiore ai 25 metri e diametri che spesso raggiungono un metro.
Il secondo chiamato Museo Naturalistico del Fiore, permetterà di ammirare una struttura unica in Italia. Con un ricco erbario ed una ludoteca per svolgere attività legate all’ambito scolastico e non solo. Possibilità inoltre di effettuare escursioni guidate attraverso gli affascinanti sentieri della Riserva Naturale Monte Rumeno ed ai suoi numerosi casali tra cui “Il Mulino” in prossimità del torrente Subissone, con un particolarissimo mulino ad acqua ancora funzionante.
Ed il terzo, infine, chimato fiume Paglia. Con acque pescose piene di carpe, barbi, lasche, alberi di carpini, querce, castagni. E per tutti coloro che vorranno “vivere tutto questo” oltre alla parte puramente caratteristica degli eventi sarà possibile contattare la Cooperativa Ape Regina (0763-730052). Con operatrici ed operatori pronti a specificare singoli pacchetti offerta.