

di Benedetta Parroccini
GALLESE -Sono iniziate le operazioni preliminari per il restauro della tela raffigurante la Madonna del Rosario donata di recente al Comune di Gallese dalla signora Anna Maria Compagni Tevoli e conservata presso il Museo e Centro Culturale Marco Scacchi. Si tratta di un dipinto di grandi dimensioni (270x210) probabilmente realizzato tra la fine del Cinquecento e l’inizio del secolo successivo per una delle chiese presenti nel centro storico.
''Dai segni di piegatura presenti sul supporto - spiega l’architetto Alfredo Giacomini- è chiaro che l’opera, priva di cornice, è restata arrotolata per molto tempo; poiché la tela presenta strappi e lacerazioni, circa venti anni fa è stata sottoposta ad un intervento di velinatura, necessario per scongiurare la perdita degli strati di colore. Il dipinto, con la rimozione di un frammento della carta di protezione, ha immediatamente manifestato la sua elevata qualità riscontrabile nella definizione dei volti, degli abiti e nella dettagliata rappresentazione dei gioielli''.
Il restauro, promosso dal Comitato Festeggiamenti San Famiano 1966-1991, sarà effettuato dalla società Art. Novae di Emanuele Ioppolo che si è avvalsa della direzione tecnica di Vanessa Ubaldi e della collaborazione di Giovanna Ciotta, entrambe laureate presso l’Università degli Studi di Urbino in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali.
L’opera è in un precario stato di conservazione e necessita di un complesso intervento conservativo che si può riassumere nelle seguenti fasi: pulitura del retro della tela, spianamento e consolidamento del supporto, rimozione della velinatura, foderatura della tela, pulitura delle superfici, rimontaggio della tela su un nuovo telaio estensibile in legno di rovere, verniciatura protettiva a pennello, reintegrazione cromatica delle lacune e ritocco al fine di restituire l’unità di lettura dell’intero dipinto. Il restauro verrà ultimato con l’applicazione di un prodotto specifico per la protezione.
Tutte le operazioni saranno eseguite sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti, e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale.
L’azione di restauro intrapresa sarà anche un momento di conoscenza prezioso per avviare uno studio storico-artistico, mediante il quale si approfondiranno gli aspetti legati alla committenza, alla datazione, all’autore e alla collocazione originaria dell’opera.