

Al via a Oslo il processo in cui è imputato Anders Behring Breivik, l'estremista di destra autore delle stragi di Oslo e Utoya dello scorso 22 luglio, in cui morirono 77 persone. Dopo le dichiarazioni di apertura, il 33enne norvegese sarà sul banco dei testimoni per cinque giorni, durante i quali spiegherà i motivi per cui piazzò una bomba nel centro di Oslo, uccidendo otto persone, e aprì il fuoco su un campo giovanile del partito laburista sull'isola di Utoya, uccidendo 69 persone, prevalentemente ragazzi. Se sarà giudicato capace di intendere e di volere e condannato, Breivik potrebbe ricevere un massimo di 21 anni di prigione, oltre a una condanna particolare che coprirebbe tutto il periodo di tempo successivo in cui le autorità lo riterranno un pericolo per la società.
SALUTO - Al suo ingresso nel tribunale di Oslo, liberato dalle manette, Breivik ha salutato le famiglie delle vittime con il braccio teso e il pugno serrato. Un saluto, spiega Breivik nel suo manifesto, che rappresenta «la forza, l'onore e la sfida ai tiranni marxisti d'Europa».
Tutta l'area intorno al tribunale è stata chiusa al traffico, mentre il pubblico e la stampa potranno seguire il dibattimento attraverso televisori a circuito chiuso approntati in 17 tribunali sparsi per tutto il paese. Breivik, 33 anni, verrà interrogato in aula dal 16 al 23 aprile e ripeterà la sua tesi di aver agito come legittima difesa di fronte alla politica pro immigrati del governo laburista. L'avvocato Lippestadt ha annunciato che il suo assistito potrebbe perfino esprimere rincrescimento per non aver fatto un maggior numero di vittime. La difesa ha chiamato 40 persone a testimoniare, fra cui alcuni islamisti.
LE PERIZIE - Una delle questioni centrali è accertate se Breivik sia o meno sano di mente, quesito sul quale si confronteranno esperti dai pareri opposti. Poco più di una settimana fa un team di psichiatri ha stabilito che l'imputato era responsabile dei suoi atti e non può essere definito psicotico, ma che vi è un «forte rischio che possa ripetere atti di violenza». Una precedente perizia psichiatrica aveva invece stabilito che Breivik soffre di «schizofrenia paranoide», suggerendo di fatto il suo internamento in un istituto psichiatrico.
I SOPRAVVISSUTI - In aula testimonieranno anche alcuni dei sopravvissuti del massacro di Utoya, l'isola dove da anni si svolgeva un campo estivo giovanile laburista. Lo scorso 22 luglio, dopo aver fatto esplodere una bomba nel centro di Oslo, che provocò la morte di otto persone, Breivik arrivò sull'isola dove cominciò a sparare all'impazzata: morirono così 69 persone, di cui 67 colpite dalle sue pallottole e due annegate nel tentativo di mettersi in salvo. Dei morti, ben 34 erano di età compresa fra i 14 e i 17 anni, mentre 22 erano fra i 18 e i 20. Altre 33 persone rimasero ferite. Il processo dovrebbe andare avanti fino al 21, 22 giugno quando accusa e difesa pronunceranno le arringhe finali. La sentenza è prevista nelle settimane successive. Breivik potrebbe finire in un istituto psichiatrico. Se verrà riconosciuto capace di intendere e di volere, la pubblica accusa potrebbe chiedere una «condanna di detenzione preventiva» oltre il massimo di 21 anni, sulla base della quale Breivik potrebbe restare in carcere indefinitivamente di fronte all'alto rischio che compia altre violenze.
fonte: Corriere.it