ANNO 16 n° 275
Al quartiere Barco
gli incivili degli olii usati
Inutilizzato il contenitore per la raccolta ecologica, sul marciapiede bottiglie piene di liquido inquinante
03/08/2014 - 00:00

VITERBO – Domanda: a che servono i contenitori per gli olii usati? Risposta: evidentemente a nulla. E basta vedere le immagini qui a fianco per rendersene conto. Siamo nel piazzale del Barco, dove è posizionato uno dei raccoglitori in questione, realizzato con un’operazione meritoria dalla Provincia e con il contributo della Regione.

Il serbatoio è ampio, e l’indicatore certifica che è praticamente vuoto: basterebbe sollevare il coperchio e versare l’olio vegetale dal recipiente per smaltirlo con tutte le assicurazioni del caso, a partire dall’aspetto ambientale. E invece, cosa fanno i viterbesi maleducati? Lasciano il loro olio usato ai piedi del fusto, rigorosamente nel recipiente originario. E dunque, bottiglie di plastica e di vetro, barattoli e quant’altro fanno bella mostra (si fa per dire) sul marciapiede. Con tutte le conseguenze del caso: igieniche e ambientali, certo, ma anche estetiche e se vogliamo pure di sicurezza, visto che sulla strada passano anche bambini (che potrebbero inavvertitamente venire a contatto con l’olio usato). E c’è anche chi paventa eventuali episodi di autocombustione, visto che l’olio è esposto al sole e al caldo.

Insomma, la morale è che spesso ci si lamenta perché la città è sporca è abbandonata, perché mancano le isole ecologiche o vengono pulite raramente, perché la differenziata non funziona e per mille altre ragioni. Può darsi. Ma quando i raccoglitori ci sono, moderni, comodi, a portata di auto (al Barco non ci sono certo problemi di parcheggio), i cittadini che fanno? Non li utilizzano. E con un’arroganza idiota lasciano il loro olio usato, maleodorante e inquinante lì sul marciapiede. Roba da matti.






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