ANNO 16 n° 274
Al lavoro mentre Viterbo dorme.
Intervista al “gigante buono “che mantiene pulita la nostra città.
13/08/2021 - 07:01

Viterbo - Max. Vismara - Si chiama Romano Fabbri ha quaranta anni ed è un operatore ecologico della cooperativa Il Cerchio, un’azienda che lavora in appalto con Viterbo Ambiente.

Romano inizia il suo duro lavoro quando la maggior parte della gente è ancora dentro il proprio letto, e per qualche ora è il re di una città ancora addormentata.

Un sorriso sincero, una voce baritonale e tanta simpatia, queste oltre la grande voglia di aiutare gli altri sono le caratteristiche che contraddistinguono il “gigante buono” in divisa arancione che tutti i residenti del centro amano.

Ma romano oltre ad essere simpatico naturalmente svolge con perizia il suo lavoro, tanto che è apprezzatissimo da tutti gli abitanti, non è raro infatti sentire il rombo del suo apino echeggiare per le strade del centro, con lui Romano “rimbalza” da una strada all’altra facendo il suo lavoro e proprio come un benefico Attila dove passa lui non “cresce” più ne cicca e né cartaccia.

Quante ore lavori durante la giornata ?

Circa sei, dalle 6 del mattino alle 12 e ho il compito di pulire tutto il centro storico, le strade sono molte e anche tanti vicoli ma se mi sbrigo riesco a tenere il passo.

Come sei arrivato a fare questo ?

Come hanno trovato lavoro tanti altri, feci un colloquio e fui assunto, ormai sono tanti anni che lavoro in centro e devo dire che è una delle zone più belle della città.

Quindi conosci tutti nel centro storico ?

Certo, e dopo tanti anni ormai sono compagni di vita ,alcuni sono fornitori o persone che vanno al lavoro o rientrano dopo un turno di notte, e poi ci sono quelli che portano a spasso il cane, quelli che fanno footing, insomma tanta gente che mi saluta per nome e che mi vuole bene.

La cosa che più ti piace di quell’orario ?

Vedere la cita che si risveglia, credo che quella sia l’ora più bella del giorno, d’estate il caldo dà tregua e la gente passeggia godendosi il fresco, d’inverno tutto è ancora avvolto dal buio e le strade hanno un fascino particolare, e poi per proteggersi dal freddo basta coprirsi un po’.

Ti ritieni bravo in quello che fai ?

Questo certo non lo debbo dire io, ma dopo tanto tempo si crea un legame con la gente che vive nel quartiere dove lavoro e vedere la loro gentilezza e la soddisfazione per il mio lavoro nei loro occhi mi fa capire che faccio bene.

Il tuo è un lavoro duro ?

sicuramente un lavoro duro ma il costante contato umano mi ripaga della fatica.

Ami quello che fai ?

Certamente e anche molto, mi ritengo una persona semplice e semplicemente facendo questo lavoro mi sento parte di qualcosa di bello, e poi svolgendolo posso vedere una Viterbo come pochi la vedono, ancora addormentata.

Tu hai una figlia vero ?

Si la mia piccola stella Emanuela che è nata il 30 marzo del 2020, quello era un periodo brutto, infatti eravamo in pieno lock down ma lei ha portato la luce nelle nostre vite in un momento buio della nostra vita.

Cosa pensi la mattina quando la saluti prima di uscire di casa ?

Ovviamente che non vedo l’ ora che sia sera per rivederla, ma allo stesso tempo so che faccio il mio lavoro principalmente per dargli un bel futuro.

Un tuo sogno

Sicuramente avere per i prossimi anni la sicurezza, in tempi come questi avere un buon lavoro è una cosa che pochi fortunati hanno. la certezza del lavoro è tutto, e poi la serenità, insomma cose semplici ma basilari.

pensi che la gente capisca quanto e' difficile la professione che svolgi ?

il nostro non è solo un muovere la scopa, a volte è difficile farlo e, spesso la gente non lo capisce, ma per fortuna chi mi conosce sa che metto passione nel mio lavoro e sa che cerco di svolgerlo al meglio.

Ovviamente il mio lavoro è facilitato dal buon senso degli altri, e in fondo si tratta di collaborare tutti, vede, il semplice fatto di buttare una cartaccia nel cestino significa mantenere più pulita la città e rendere più semplice il lavoro di chi come me ha il compito di mantenerla pulita.

Il mondo e di tutti e tutti noi e dobbiamo curarlo.






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