

di Andrea Stefano Marini Balestra
VITERBO - Un agricoltore di San Martino al Cimino, certamente pratico di agronomia ma non di meteorologia, mandato a processo per incendio doloso.
I fatti. Verso la fine dell’estate di quattro anni fa, in periodo ammesso per bruciare stoppie, l’agricoltore sammartinese accende un fuocherello per bruciare sterpaglie nel suo fondo, ma non fa i conti con il Dio dei venti: Eolo.
Appena il fuoco prese, il vento non c’era, ma poi, come classico pomeridiano “marino”, si è presentato violento e gagliardo ed il fuoco è scappato.
A fuoco i fondi vicini, addirittura minacciate abitazioni.
I vigili del fuoco intervennero in massa ed il peggio fu scongiurato.
Inevitabile la denuncia per incendio doloso.
Alla sbarra quindi l'agricoltore.
I testi ieri ascoltati in Tribunale, hanno riferito che l’imputato, nonostante l’età, si era adoperato ed al momento dell’intervento dei pompieri, ancora lottava per circoscrivere l’incendio.
Il processo è aggiornato per fine prova nel prossimo mese di maggio.