

VITERBO – Dodicimilioniseicentosessantasettemila euro, più interessi e rivalutazioni che potrebbero pressoché far raddoppiare l’importo: questa la stratosferica somma che l’Università Agraria di Tarquinia ha intimato di sborsare, con un atto giudiziario, all’ente gemello, e confinante, di Monte Romano per aver occupato abusivamente le tenute di Nasso e Ancarano per oltre ventisei anni.
Una cifra che l’Università Agraria di Monte Romano, come riconosce lo stesso presidente di quella di Tarquinia, Alessandro Antonelli, non riuscirà mai a pagare. “Siamo consapevoli – dice – che qualunque somma ci sarà riconosciuta dai giudici, potrebbe essere insostenibile per l’Agraria di Monteromano e difficile da ottenere per noi. Tuttavia – aggiunge – non possiamo fare altro che avviare legale, in quanto la sentenza che riconosce i nostri diretti su quei terreni è passata in giudicato nel 2009”.
La Corte di Cassazione ha infatti riconosciuto all’Agraria di Tarquinia la proprietà delle due tenute, per complessivi 1.600 ettari di terreni. Terreni che dal 2009 sono tornati a pieno titolo nelle disponibilità di Tarquinia. Ma ha rinviato la quantificazione del risarcimento a un apposito procedimento presso il tribunale di Civitavecchia.
“Ora – dice ancora Antonelli- c’è solo da quantificare l’ammontare del danno con una causa che dovrebbe concludersi in tempi relativamente brevi, in quanto il si tratta di un giudizio limitato alla valutazione economica. Intanto, abbiamo chiesto all’Agraria di Monte Romano una cifra prudenziale e oggettiva, scaturita da una perizia. Del resto, la nostro ente sono stati sottratti indebitamente 1.600 ettari di terreni tra boschi e seminativi”.
Tutti i tentativi di risolvere la querelle con un accordo transattivo, alcuni dei quali arrivati vicini alla soluzione, sono finora falliti. “Ritengo che oggi sia pressoché impossibile trovare un punto di incontro che possa evitare il ricorso alla magistratura – conclude Antonelli -, la causa è stata ormai avviata e la prima udienza è stata fissata per il prossimo ottobre. Una volta che il tribunale si sarà pronunciato valuteremo il da farsi”.