

VITERBO – Un agguato in piena regola ordito per il controllo e la gestione in via esclusiva delle attività illecite nel quartiere San Paolo, in particolare commercializzazione di sostanze stupefacenti e estorsioni.
Sono stati gli uomini della Squadra mobile, diretti da Fabio Zampaglione, a risalire all'autore: Giuseppe Amoruso.
Al 32enne, non a caso soprannominato “colpo in canna”, il personale della Questura ha notificato, giovedi scorso, una misura cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale di Bari.
Contemporaneamente operatori della squadra mobile di Bari e del nucleo investigativo del reparto operativo hanno notificato la stessa misura cautelare nei confronti di Giuseppe Misceo, 49 anni, soprannominato ” il fantasma”, reggente del clan “Montani – Telegrafo.
I due pregiudicati sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di lesioni, detenzione illegale e porto di armi, con l’aggravante di aver adoperato metodi mafiosi.
L’attività d’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della procura della Repubblica del Tribunale di Bari, supportata dai risultati di attività tecniche e dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, ha permesso di far luce sul ferimento, con colpi d’arma da fuoco alle gambe, di Vincenzo Valentino, 34 anni, con rapporti di contiguità alla compagine mafiosa “Strisciuglio”, fratello del collaboratore di giustizia Giacomo Valentino, avvenuto a Bari il 31 agosto 2009, in via Abbruzzi nel quartiere San Paolo.
Giuseppe Amoruso è considerato un personaggio particolarmente pericoloso che ha tra i precedenti le accuse di rapina, estorsioni, detenzione abusiva di armi ed omicidio.