ANNO 16 n° 273
Aggredito in piena notte nel suo letto e trascinato in strada a calci e pugni
''Due erano miei amici, volevano che andassi a recuperare per loro dei soldi''
06/03/2019 - 06:47

CAPRAROLA – (b.b.) ''Stavo dormendo quando dei botti sordi mi hanno svegliato. Non ho fatto in tempo ad aprire gli occhi e ad alzarmi dal letto, che in quattro mi sono piombati addosso. Mi hanno massacrato di botte. Calci e pugni che arrivavano da ogni lato, ho pensato solo ad urlare e a difendermi. Non so nemmeno io come abbia fatto a salvarmi''.

È piena notte quando nell’appartamento di M.C., a Caprarola, entrano quattro malviventi e, senza nemmeno dargli il tempo di alzarsi da letto, cominciano a colpirlo e minacciarlo. Poi, non contenti lo trascinano in strada, nel tentativo di caricarlo in macchina e portarlo con loro a Roma, a Corviale.

''Due di loro li conoscevo bene, erano dei miei amici d’infanzia, gli altri non so nemmeno che faccia avessero''. A ripercorrere in aula quei drammatici momenti, di fronte al collegio di giudici, è la stessa vittima dell’aggressione. Un ragazzo minuto, esile.

''Mi hanno piantato le forbici sotto la gola e hanno cercato di colpirmi anche con la padella per le caldarroste. Sempre continuando a colpirmi mi hanno trascinato in strada. Lì, dopo essere caduto a terra per un paio di volte, ho avuto l’occasione di fuggire. Ho iniziato a correre per le vie del paese urlando in cerca di aiuto. Per fortuna una signora mi ha sentito e ha aperto la porta di casa, mettendomi al riparo''.

E sui motivi di quel brutale pestaggio avvenuto il 13 giugno scorso, la vittima, ascoltata come parte offesa, non avrebbe alcun dubbio: ''Mesi prima mi avevano chiesto di andare a Roma a recuperare per loro conto oltre 13mila euro: c’erano due miei conoscenti che dovevano loro questi soldi per un vecchio debito legato alla droga. Io mi sono rifiutato e da quel momento ho ricevuto chiamate e messaggi di minacce. Poi un giorno, improvvisamente il silenzio. Ho pensato che mi avessero lasciato finalmente in pace. Invece poi ho subito quell’aggressione''.

Per quell’episodio, per cui il giovane è finito in pronto soccorso, uno di loro è ora alla sbarra: deve rispondere di lesioni e rapina, dal momento che dalla casa del giovane sarebbero misteriosamente scomparsi anche duecento euro e un telefono cellulare.

Si tornerà in aula a maggio.






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