ANNO 16 n° 272
Aggrediscono moglie e marito davanti alla figlia piccola, condannati
In cinque, tra donne e uomini, sono finiti alla sbarra per rapina, lesioni e minacce
04/03/2020 - 06:51

CAPRAROLA – (b.b.) In cinque si sarebbero scagliati contro una coppia di amici di fronte alla figlia di appena 9 anni. Minacce, calci, pugni e graffi come regolamento di conti perché convinti che poco prima uno di loro fosse stato affrontato e aggredito dalla malcapitata vittima.

Per questo l’intero gruppo, due uomini e tre donne di origini rumene, è finito alla sbarra di fronte al collegio per rispondere di rapina, lesioni e minacce in concorso.

''Mio marito era appena venuto a prendermi da lavoro – ha spiegato ai giudici la donna, - dopo pochi metri abbiamo incontrato una coppia di nostri amici. Ci siamo fermati a parlare, poi siamo tornati a casa. Io ero stanca e sporca''. Il tempo di parcheggiare e di salire nell’appartamento al primo piano nel centro storico di Caprarola e ''abbiamo sentito delle urla provenire dalla strada. C’era un uomo che strillava il mio nome. Mi diceva di scendere, che mi avrebbe ammazzato'' ha sottolineato la vittima.

Ad aprire la porta per prima sarebbe stata la moglie, che all’improvviso si sarebbe trovata di fronte due donne: ''Mi hanno spintonato e scaraventato per le scale. Volevano arrivare a mio marito. Erano convinte che avesse picchiato uno di loro poco prima in piazza. Ma era impossibile. Stavamo anche con nostra figlia''.

Dietro di loro, altri due uomini e una ragazza: ''Quando mio marito è uscito di casa, uno lo ha preso per il collo tenendolo fermo, mentre l’altro lo riempiva di calci e pugni. Non riuscivo ad allontanarli da lui e così ho chiesto aiuto''.

Ad intervenire sarebbero stati due vicini di casa: ''Sono usciti sentendo le urla nostre e quelle di nostra figlia. Era impaurita e sotto shock. Per prima cosa ho chiesto loro di portarla dentro e metterla al sicuro. Alla vista dei due uomini, il gruppo è scappato. Poi sono arrivati i carabinieri''.

''Avevano segni sul volto, sul collo e i vestiti strappati – ha spiegato uno dei militari arrivati sul posto – la donna aveva anche una collanina d’oro che poi non si è più trovata''.

''Gliel’avevo regalata io, aveva un valore di 350 euro'' ha specificato il marito.

La denuncia, scattata quella sera stessa del 13 agosto del 2017, ha fatto finire i cinque alla sbarra: sono stati condannati ciascuno a 3 mesi e 2500 euro di multa – con sospensione condizionale della pena – per le lesioni e le minacce, mentre sono stati assolti dalla rapina, dal momento che, come sottolineato dallo stesso pm, ''non è chiaro se il gioiello sia stato portato via volontariamente o sia stato strappato durante la colluttazione''.






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