ANNO 16 n° 164
Agente aggredito nel carcere di Viterbo con trenta giorni di prognosi
Sovraffollamento oltre il 50% e carenza cronica di personale di Polizia Penitenziaria
05/06/2026 - 09:29

VITERBO - Apprendiamo che ieri verso le 13.30 circa è avvenuta una aggressione presso la Casa Circondariale di Viterbo 'Nicandro IZZO' , dove un detenuto, ha aggredito un agente scelto con relativa prognosi di 30 giorni

La Fns Cisl Lazio , nel condannare con fermezza l'episodio, esprime la propria solidarietà e la piena vicinanza all'agente, ribadendo che per il detenuto resosi partecipe di tale aggressione è' necessario un intervento immediato con provvedimenti dí trasferimento in altri luoghi detentivi.

Attualmente il personale di polizia penitenziaria previsto dovrebbero essere di n. 330 unità mentre quello effettivo è di 286 unità ma a tale dato vanno sottratti il personale del gruppo operativo mobile (GOM) e, quindi, la carenza e' circa 70 unità- Istituto dove la carenza di personale si registra nel ruolo sovrintendenti con - 60%- previsti 41 presenti 16- e ruolo Ispettori pari al - 44%- previsti 29 presenti 13-Per la Fns Cisl Lazio vi è la necessità di compensare le perdite di personale e completare gli organici e garantire un numero di agenti sufficiente a garantire la sicurezza e l'operatività degli istituti penitenziari. La discrepanza significativa tra gli organici previsti e le forze effettivamente in servizio, crea uno sbilanciamento sul personale esistente. La carenza di personale costringe il personale a carichi di lavoro eccessivi e un numero di detenuti per agente non sostenibile, aumentando i rischi e lo stress lavorativo.

Attualmente i detenuti presenti risultano essere 670 mentre dovrebbero esserci 440 detenuti cioè un dato di +230 detenuti -

Per la Fns Cisl Lazio servono urgentemente correttivi per evitare il ripetersi di tali criticità ribadendo la necessità di un cambiamento del sistema penitenziario, affinché gli agenti di Polizia penitenziaria, possano lavorare in un ambiente più sicuro - La sicurezza nei luoghi di lavoro non è un privilegio, ma un diritto fondamentale.






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