

VITERBO – (b.b.) Avrebbe allungato un braccio approfittando di un momento di distrazione di tutti i presenti e con estrema velocità avrebbe portato via da una vetrinetta un anello d’oro con tanto di scatola. Poi si sarebbe dato alla fuga in via del Corso Italia, nel cuore della città.
Senza fare i conti con un vigilante fuori servizio che si sarebbe lanciato al suo inseguimento, senza alcuna esitazione.
''Tra la folla sono riuscito a raggiungerlo – ha raccontato in aula di fronte al giudice Giacomo Autizi – dopo alcuni metri l’ho afferrato e placcato a terra per fermarlo. Non so come abbia fatto, ma in mano improvvisamente aveva solo la custodia del gioiello''.
Una scatola vuota, senza alcuna traccia dell’anello, ritrovato qualche minuto dopo, nascosto all’interno di una crepa nel muro.
''Non so davvero come ci sia riuscito – ha proseguito la guardia giurata – è stato tutto velocissimo. Eppure con un rapido passaggio di mani, durante la caduta, pare sia stato capace di disfarsi dell’anello, nascondendolo''.
Ritrovata la refurtiva e restituita al legittimo proprietario, un noto gioielliere di Viterbo, per S.F. si sono aperte le porte del tribunale viterbese: deve rispondere di furto aggravato e tornare in aula ad aprile del prossimo anno per i testimoni della difesa.