

VITERBO – Un nuovo capitolo per l’Afesopsit, l’Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia. L’assemblea dei soci, riunita sabato 10 ottobre 2026 alla Fattoria di Alice, ha eletto all’unanimità Antonella Ferrante alla presidenza dell’associazione, affidandole il compito di proseguire il percorso costruito nel corso degli anni per promuovere la dignità, l’accoglienza e i diritti delle persone con sofferenza psichica.
Nel corso della stessa assemblea è stato nominato anche il nuovo comitato direttivo, che affiancherà la presidente nel lavoro associativo. Ne fanno parte Erina Anziani, Fernando Ferrari, Francesco Ferrari, Paola Lanchi, Stefania Lombardi, Sabina Mastropietro, Doria Principi e Paolo Sanetti.
La nomina è stata accompagnata da un momento di intensa partecipazione emotiva. Nel suo primo intervento da presidente, Antonella Ferrante ha ricordato la figura del padre, che ha dedicato gran parte della propria vita all’associazione, ai ragazzi e alle battaglie per i diritti delle persone più fragili. Le sue parole, accolte più volte dagli applausi dei presenti, hanno ripercorso una vicenda personale e collettiva, sottolineando la volontà di garantire continuità all’impegno dell’Afesopsit.
«Non voglio sostituire mio padre, ma portare avanti le sue battaglie»
Nel discorso rivolto ai soci, la nuova presidente ha raccontato quanto sia difficile tornare alla Fattoria di Alice senza la presenza del padre, figura centrale nella storia dell’associazione. Un luogo che per anni ha rappresentato un punto di riferimento e nel quale il suo impegno si è tradotto in tempo, energie e dedizione quotidiana.
«Il babbo ci ha lasciato una grande eredità che io sento di dover proteggere e custodire», ha dichiarato Ferrante, ricordando anche il sostegno silenzioso della madre e il contributo di Carlo e Teresa Pesciotti, insieme a quello di tutta la famiglia associativa. Un percorso iniziato nel 1993 e cresciuto grazie all'impegno condiviso di tante persone.
Raccogliere quel testimone, ha spiegato, non significa sostituire una figura che considera insostituibile, ma fare in modo che i valori e le battaglie portate avanti negli anni continuino a trovare spazio e concretezza.
La nuova presidente ha richiamato in particolare l'importanza di contrastare l'isolamento e la perdita di dignità legati alla sofferenza psichica, ribadendo la necessità di garantire diritti umani e civili, accoglienza e inclusione. Ha inoltre ricordato la determinazione del padre nel dare voce a chi spesso non ne aveva, anche quando denunciare situazioni ingiuste significava affrontare difficoltà e rischi.
Il ringraziamento a chi è rimasto vicino all’associazione
Una parte significativa dell’intervento è stata dedicata al ringraziamento nei confronti del precedente Consiglio direttivo, che nei mesi segnati da gravi lutti e difficoltà familiari ha rispettato il dolore di Ferrante, lasciandole il tempo necessario per affrontare il futuro dell’associazione.
La presidente ha ricordato la perdita della sorella Vittoria, del padre e della madre, oltre alla difficile prova della malattia di Vania. In questo contesto, ha sottolineato il valore della sensibilità dimostrata dai componenti del precedente direttivo, che hanno continuato a prendersi cura dell’Afesopsit senza esercitare pressioni.
Un riconoscimento è andato anche agli amici più vicini al padre, che hanno garantito una presenza costante durante gli incontri del sabato alla Fattoria di Alice, mantenendo vivo il legame con i ragazzi dell’associazione.
Per Ferrante, questa vicinanza rappresenta la prova concreta di quanto costruito negli anni: una comunità capace di sostenersi nei momenti più difficili e di trasformare i valori condivisi in gesti quotidiani.
Le priorità per il futuro: territorio, istituzioni e lotta ai pregiudizi
Guardando ai prossimi impegni, la nuova presidente ha indicato alcune direttrici fondamentali per il lavoro dell’Afesopsit: rafforzare la rete sul territorio della Tuscia, intensificare il dialogo con le istituzioni, tutelare la Fattoria di Alice e proseguire la lotta contro i pregiudizi e lo stigma che ancora accompagnano la salute mentale.
L’obiettivo è assicurare continuità a un’esperienza associativa che mette al centro le persone, le loro famiglie e il diritto a essere accolte e rispettate.
«La mia promessa è quella di mettere lo stesso rigore morale, la stessa trasparenza e la stessa dedizione per far sì che la sua visione continui a camminare sulle nostre gambe», ha affermato Antonella Ferrante.
Un impegno che la nuova presidente intende portare avanti insieme al direttivo e ai soci, nella consapevolezza che la storia dell’Afesopsit non appartiene a una sola persona, ma a un’intera comunità che, dal 1993, continua a lavorare per trasformare la sofferenza in una battaglia di civiltà.