ANNO 16 n° 275
Aeroporto, la pietra tombale del governo
Approvata la nuova mappa degli scali che taglia fuori la cittą dei papi
21/03/2015 - 02:01

VITERBO - Aeroporto di Viterbo, l’addio definitivo al sogno di gloria made in Tuscia arriva dall’approvazione della nuova mappa degli scali aeroportuali.

Il testo prevede 3 aeroporti strategici intercontinentali: Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia e 9 aeroporti strategici inseriti nella ''core network'' europea. La rete nazionale è quella definita dallo schema di decreto presentato dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, ormai dimesso, che lo scorso 19 febbraio ha ricevuto l’ok in conferenza Stato-Regioni. La mappa indicata dal provvedimento governativo individua dieci bacini di traffico omogeneo, determinati in base al criterio di una distanza massima di 2 ore di percorso in auto da un aeroporto di particolare rilevanza strategica: 1) Nord-Ovest, 2) Nord-Est, 3) Centro-Nord, 4) Centro Italia, 5) Campania 6) Mediterraneo-Adriatico, 7) Calabria, 8) Sicilia Occidentale 9) Sicilia Orientale, 10) Sardegna.

All’interno di ciascuno di questi bacini sono stati individuati i tre aeroporti strategici intercontinentali (Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Venezia) e i seguenti nove aeroporti strategici inseriti nella core network europea: Napoli, Bari, Lamezia Terme, Palermo, Catania, Cagliari, Bologna, Torino Caselle e lo scalo “unico” Pisa/Firenze.

In particolare, la qualifica di scalo strategico di Pisa-Firenze è condizionato alla realizzazione della gestione unica. Condizione poste anche a carico dello scalo di Torino Caselle che, per guadagnarsi i galloni di scalo strategico dovrà realizzare “in relazione alle interconnessioni ferroviarie AV/AC tra le città di Torino e Milano, un sistema di alleanze con l’aeroporto intercontinentale di Milano Malpensa finalizzato a generare sinergie di sviluppo reciproco e dell’intero bacino del Nord Ovest”.

All’interno di ciascun bacino ci sono poi tutti gli altri aeroporti considerati di interesse nazionale. Si tratta di Milano Linate, Bergamo, Brescia, Cuneo, Genova, Verona, Treviso, Trieste, Rimini, Parma, Ancona, Roma Ciampino, Perugia, Pescara, Salerno, Brindisi, Taranto, Reggio Calabria, Crotone, Comiso, Trapani, Pantelleria, Lampedusa, Olbia, Alghero.

La qualifica di terminal nazionale è legata al rispetto di due condizioni: la specializzazione dello scalo e una sua riconoscibile vocazione funzionale al sistema all’interno del bacino di utenza; la dimostrazione, tramite un piano industriale corredato da un piano economico-finanziario, che l’aeroporto è in grado di raggiungere l’equilibrio economico-finanziario anche tendenziale e adeguati indici di solvibilità patrimoniale, almeno su un triennio. La mancanza di queste condizioni determinerà l’uscita dello scalo dall’elenco degli aeroporti di interesse nazionale. La qualifica di aeroporti di interesse nazionale è attribuita anche a quegli scali che garantiscono la continuità territoriale di regioni periferiche e aree in via di sviluppo o particolarmente disagiate, qualora non sussistano altre modalità di trasporto, in particolare ferroviario, adeguate a garantire tale continuità.

Il piano nazionale degli aeroporti determina la strategia degli investimenti dello Stato nelle infrastrutture di collegamento degli scali.






Facebook Twitter Rss