

Tra il luglio e il dicembre 2010, avevano lavorato 120 ore a testa negli uffici dell'Adisu di Viterbo. Erano stati selezionati tramite un bando sulle collaborazioni studentesche, in base al reddito delle famiglie e, soprattutto, ai curricula universitari. Ma finora non hanno ricevuto il compenso previsto: mille euro netti. Per questo motivo dodici studenti dell'Università della Tuscia hanno deciso di avviare una class action contro Laziodisu.
'Prima di decidere di intraprendere l'azione legale - dicono - ci siamo rivolti un'infinità di volte all'Adisu, ricevendo sempre la stessa risposta: 'da Roma non ci sono stati ancora inviati i soldi'. E pensare - aggiungono - che il bando era finalizzato a sostenere gli studenti più meritevoli'.
Il fatto che ha suscitato le ire dei dodici ragazzi e che li ha indotti a 'unire le forze' è stata la pubblicazione del medesimo bando per il 2011 da parte dell'Adisu. 'Non hanno ncora pagato noi - sottolineano -, intanto indicono un nuovo bando. Vogliono forse far lavorare gratis altri dodici tudenti?'.
Alla domanda su quando abbiano chiesto l'ultima volta all'Adisu notizie sul pagamento dei compensi e quale risposta abbiano ricevuto, replicano: 'Questa mattina, per telefono. E non ci sono novità. O meglio non ci sono soldi. Quindi non ci resta che rivolgerci, tutti insieme, alla magistratura. Sappiamo che ci vorranno anni per avere giustizia, ma è l'unica strada che abbiamo per far scoppiare il problema. Inoltre, l'Adisu, sempre in bolletta, dovrebbe preoccuparsi per le spese legali di cui dovrà farsi carico'.