ANNO 16 n° 273
Addio Giovanni, ''partigiano bianco''
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> di Codadilupo <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
16/08/2011 - 15:13

Sempre lì, nella stanza attigua a quella del segretario provinciale, con l’immancabile sigaretta Stop tra le dita, i capelli ricci, brizzolati, un po’ arruffati. Sempre lì, seduto sotto lo sguardo severo di Alcide De Gasperi, che incombeva da una vecchia cornice nera. Sempre lì, con la scrivania sommersa da moduli, schede, rubriche e giornali. Sempre li, in via Garbini, dalla mattina alla sera. Se serviva anche la domenica. Ecco chi era Giovanni Botondi, il “partigiano bianco”. Era la sentinella in sempiterno servizio nel comitato provinciale della Dc, del quale è stato per un “millennio” capo della segreteria tecnica. Era una di quelle persone che, se hai il privilegio d’incontrarle, non le scordi più.

Era mite Giovanni, il “partigiano bianco”. Era fiero di aver preso parte, ragazzino, alla Resistenza. Era generoso e dispensava sigarette e consigli agli squattrinati ragazzi del movimento giovanile che aiutava volentieri, con un vecchio ciclostile, a stampare volantini. E proprio quando vedeva i giovani, tanti nei primi anni Settanta del secolo passato, varcare il portone del comitato provinciale, i suoi occhi si riempivano di gioia. Ma sapeva anche essere determinato e duro quando erano in ballo gli interessi del partito e la salvaguardia dell’etica politica.

In pochi, come chi scrive, hanno potuto vedere gli occhi di Giovanni gonfi di pianto. Erano trascorsi pochi giorni dalla scissione del Ppi innescata dal “colpo di stato” compiuto dal duo Rocco Buttiglione & Roberto Formigoni, i quali, in barba al voto del Consiglio Nazionale che bocciava l’accordo elettorale con il Polo firmato senza interpelare il partito, aprirono un contenzioso politico-giudiziario, il 'colpo di stato' appunto, che sfociò nella scissione. In quel clima surreale, il comitato provinciale di Viterbo, come quasi tutti quelli d’Italia, fu diviso da un tramezzo, una sorta di Muro di Berlino in salsa biancofiore. Di là il Ppi, di qua il Cdu. Giovanni scelse di stare di là, con i popolari, ma vedendo costruire quel tramezzo pianse a dirotto. Fino a sentirsi male.

Andato in pensione, Giovanni si dedicava soprattutto alla campagna. Accudiva un piccolo terreno nel quale ospitava un numero imprecisato di  animali. Di tanto in tanto, soprattutto in concomitanza che le elezioni, la passionaccia politica lo pervadeva di nuovo e, finché le forze lo hanno sostenuto, non ha mancato un appuntamento.

La sua ultima apparizione a una cerimonia pubblica risale al 25 aprile 2009, quando partecipò al ricordo del partigiano Biagio Gionfra. Infine, in silenzio e con discrezione, le cifre della sua esistenza, se n'é andato. Adesso anche una vecchia pellaccia come Codadilupo si sente più solo.

Ai figli di Giovanni, Rita, Gilda e Rinaldo le condoglianze della redazione di ViterboNews24.

Facebook Twitter Rss