

VITERBO – (a.v) Si è spenta ieri all’età di cento anni, all’ospedale di Riccione dove era ricoverata per un’insufficienza respiratoria, Adriana Iannilli. Non una anziana qualunque, ma la nonna pluri-laureata più famosa d’Italia. La sua carriera accademica, iniziata all’età di 88 anni dopo la morte del marito, contava infatti ben 10 tra lauree e master universitari, facendo dell’arzilla signora un caso unico del suo genere in tutto il mondo.
Una passione sfrenata per il sapere che l’ha portata anche all’Università della Tuscia: nel luglio del 2007 aveva conseguito, grazie al prof. Biggio e alla sua determinazione, il titolo di dottoressa in Scienze della Comunicazione, discutendo la tesi ''La lunga marcia verso la parità'' e prendendo il massimo dei voti, 110 e lode. Un laurea, a 92 anni, che l’ha consacrata con il record (difficilmente battibile) di laureata con più primavere alla spalle nella storia dell’ateneo viterbese.
Ma quello di Viterbo non fu un punto di arrivo ma solo un inizio per la Iannilli: i media di mezzo mondo, dal Giappone al Sud America, avevano parlato di lei e dell'Università di Urbino quando, nel 2011, la sua laurea in Scienze Giuridiche conseguita all'età di 95 anni si andò ad aggiungere a quelle in Consulente del lavoro e in Economia, ottenute sempre nell'ateneo feltresco, dopo le lauree in Lingue Orientali a Napoli e a quella in Scienze Politiche all’Unitus.
Ma non c’è stato solo lo studio matto e disperato nella vita della signora Adriana: diplomata in lingue orientali (in indonesiano) è stata consulente del lavoro nello studio con il marito e da giovane ha fatto anche da modella per alcuni pittori.