ANNO 16 n° 213
Addio a don Antonio Mazzi, il padre spirituale di Juppiter aveva 96 anni: la Tuscia perde una guida educativa
E’ morto ieri, venerdì 31 luglio il fondatore di Exodus. Per oltre trent'anni ha accompagnato il cammino dell'associazione nata a Capranica. Salvatore Regoli: «Continueremo a seguire la strada che ci hai indicato»
01/08/2026 - 04:39

VITERBO - La scomparsa di don Antonio Mazzi lascia un vuoto profondo anche nella Tuscia. Il sacerdote, fondatore della comunità Exodus e tra le figure più autorevoli dell'educazione giovanile italiana, si è spento nel pomeriggio di venerdì 31 luglio, all'età di 96 anni. Per Viterbo e per l'associazione Juppiter non era soltanto un punto di riferimento nazionale, ma una presenza costante, un maestro e una guida capace di ispirare generazioni di educatori, volontari e giovani.

Il legame tra don Mazzi e Juppiter affonda le radici nei primi anni Novanta, quando Salvatore Regoli diede vita all'associazione a Capranica. Fin dall'inizio il progetto educativo si è sviluppato seguendo la filosofia del sacerdote veronese, fondata sulla relazione, sull'ascolto e sulla convinzione che ogni persona, anche la più fragile, possa sempre trovare una nuova possibilità.

Nel corso degli anni don Mazzi ha seguito da vicino la crescita di Juppiter, partecipando a incontri, confronti e iniziative, fino a diventarne il principale punto di riferimento ideale. L'associazione ha portato avanti il suo metodo educativo attraverso lo sport, la musica, il teatro, il volontariato e le cosiddette 'carovane educative', trasformando la Tuscia in un laboratorio permanente di inclusione sociale.

La vicinanza tra il sacerdote e il territorio viterbese si è consolidata negli anni grazie ai numerosi eventi organizzati insieme a Juppiter e ai continui momenti di dialogo con migliaia di ragazzi, famiglie e volontari. Un rapporto riconosciuto anche dalle istituzioni: il 6 marzo 2025, l'Università della Tuscia gli conferì la laurea honoris causa in Informazione digitale, rendendo omaggio a una vita dedicata all'educazione e alla comunicazione come strumenti di crescita.

Il ricordo di Juppiter è affidato alle parole pubblicate dall'associazione subito dopo la notizia della scomparsa: «Juppiter è don Antonio Mazzi. Grazie per aver camminato con noi e averci insegnato a scegliere il bene. Ora è abbracciato dal Padre Buono. Noi continueremo a camminare sulla strada che ci hai indicato. Ci hai insegnato a sporcarci le mani, a camminare insieme e a sognare. Oggi salutiamo un profeta e rinnoviamo il nostro impegno a costruire comunità, mettendo al centro il bene, l'amicizia e l'“Aman-donarsi”, come amavi definirlo tu».

Chi era don Antonio Mazzi

Nato a Verona il 23 novembre 1929, don Antonio Mazzi è stato sacerdote, educatore, scrittore e comunicatore. Nel 1984 fondò la comunità Exodus, un progetto destinato a diventare una delle più importanti realtà italiane nel recupero delle dipendenze, del disagio giovanile e dell'emarginazione sociale. Il suo metodo educativo, basato sulla responsabilità, sulla vita comunitaria e sulla fiducia nella persona, ha permesso a migliaia di giovani di ricostruire il proprio futuro.

Con il suo stile diretto, spesso controcorrente, è stato anche un volto noto della televisione e della stampa italiana, senza mai perdere il contatto con le persone più fragili. La sua idea di educazione non si limitava all'assistenza, ma puntava a restituire dignità, autonomia e speranza.

Il cordoglio della Tuscia

Numerosi i messaggi arrivati dal territorio viterbese. Anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha espresso il proprio dolore, definendolo «un sacerdote capace di camminare accanto agli ultimi, senza giudicare nessuno». Rocca ha ricordato come con Exodus abbia restituito «una famiglia e una possibilità a migliaia di giovani», invitando tutti a custodire la sua eredità continuando a credere nelle persone e a non considerare mai nessuno irrecuperabile.

Con la scomparsa di don Antonio Mazzi, Viterbo perde un amico sincero e una guida morale che ha contribuito a formare intere generazioni attraverso Juppiter. Un'eredità che continuerà a vivere nelle attività dell'associazione e nell'impegno quotidiano di educatori, volontari e giovani che, seguendo il suo esempio, continueranno a costruire comunità fondate sull'accoglienza, sulla solidarietà e sulla speranza.






Facebook Twitter Rss