ANNO 16 n° 273
Active no stress, ''In campo senza pensare alla posta in palio''
Mister Ceppi continua a percorrere la strada della serenità, ma attenzione: ''Non siamo qui solo per partecipare''
05/06/2021 - 06:58

VITERBO - ''Pressure pressing down on me

Pressing down on you, no man ask for

Under pressure that burns a building down

Splits a family in two

Puts people on streets''

Cantavano così i Queen nel 1981, parlando di quanto la pressione possa nuocere all'uomo. Concetto antico, sicurmente cucito sulla società del tempo che può essere attuale e trasportato su ogni situazione. Anche su quella dell'Active Network. E la scelta non e' un caso, sia chiaro.

E' proprio mister Ceppi, infatti, a parlare dall'inizio dei play off di quanto sia importante per i suoi ragazzi affrontare questo cammino senza pressioni e con la mente libera. Una situazione derivante dal fatto che, a inizio stagione, in pochi avrebbero immaginato l'Active in finale a giocarsi la promozione in serie A. Ma il sogno si e' concretizzato, e' cresciuto e ora rimane in attesa di un gran finale.

''Una finale ovviamente vogliono vincerla tutti, non e' che andiamo lì solo per partecipare. Però penso la chiave sia essenzialmente la mancanza di pressioni, per noi. E' fondamentale riuscire a giocarci questa partita senza pensare al premio. Dobbiamo concentrarci sulla prestazione come abbiamo sempre fatto. Questa settimana i ragazzi li ho visti bene: sono carichi ed eccitati di fare questa finale. Se la sono meritata ed e' giusto che sia così: ho visto grnde entusiasmo, grande partecipazione e concentrazione. E questo e' molto importante perche' dobbiamo rimanere sempre con la mente libera'', ha confermato l'allenatore.

Potrebbe essere proprio lui la figura dominate della cavalcata vincente dei viterbesi: ''Spesso le società si affidano a giocatori straordinari, ma non servono solo quelli. Serve anche una guida, un società e uno staff che porti tutti sulla retta via''. Tra le fila dei laziali, oggi di scena a Lazzaro, per affrontare il Polistena ci sono grandi talenti, buone personalità e uno staff attento e studioso.

In Calabria sarà il primo atto, il ritorno, si consumerà al Palacus: ''Non c'e' finale migliore di quella che si gioca in casa - ha continuato il coach -. Il 12 giugno saremo a Viterbo e a prescindere dal risultato finale siamo a casa nostra e potremo comunque abbracciarci e dirci che abbiamo fatto un campionato eccezionale. Questo e'il messaggio che deve passare fra i ragazzi: arrivando in finale abbiamo già vinto. Tra le 16 candidate nessuno ci aveva messo tra i primi 12. E' stato un cammino straordinario e per me e la società questo e' un vanto. E' un orgoglio anche per me e un grande piacere: ho lavorato sempre molto serenamente con questa società e spero sia anche un buon esempio perche' abbiamo raggiunto una finale senza fare follie dal punto di vista del budget''.

Ma per quanto si voglia professare la calma, la squadra, ha preso consapevolezza del proprio valore e di quanto può, senza proclami, infastidire società blasonate e favorite: ''Ora la società sogna e sogna la massima categoria anche se poi dovremmo sederci e capire come affrontarla perche' e' un salto molto importante: ma a questo non ci pensiamo. Inizia una settimana da affrontare tutta testa alta''.






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