ANNO 16 n° 272
Acquisto di una pizzeria, da ''beffato'' a imputato per falso
Il pm chiede una condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione, il giudice lo assolve
11/10/2021 - 09:40

di Andrea Stefano Marini Balestra

VITERBO - Una questione prettamente civilistica, l’acquisto di un locale pizzeria, si complica a tal punto che il beffato nell’affare finisce come imputato per falso.

I fatti risalgono a una decina di anni fa. Un giovane, con l’aiuto di un parente desiderava mettersi in affari e pertanto contrattò l’acquisto di una pizzeria per 140mila euro, di cui 70mila versati all'atto ed il resto come costo di rifacimento del locale che doveva restare a carico dei venditori.

Questi ultimi, però, non adempirono all’impegno, anzi avrebbero pretesero di farsi pagare il saldo. Nel frattempo, l’acquirente aveva provveduto al ripristino dei locali a sue spese, quindi non intendeva versare null’altro.

Un contrasto quindi di carattere civile, che ebbe rilievo penale perché un giorno l’acquirente venne chiamato presso un commercialista per sottoscrivere un pacco di cambiali per il saldo, con la ''minaccia'' che altrimenti qualche “agenzia” vi avrebbe provveduto con le “buone”.

A questo punto la denuncia che però gli si è ritorta contro perché fu lui denunciante ad essere rinviato a giudizio per falso.

Nonostante la richiesta di condanna del Pubblico ministero ad un anno e 4 mesi, il giudice Dr. Rigato, ha assolto l’imputato.






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