

VITERBO – Nel 2003 aveva rubato l’identità a un professionista, comprato una bella villa a Ronciglione e un’auto. Spacciandosi per l’ignaro architetto romano, il furbo, oggi sotto processo, aveva ottenuto un mutuo dalla banca, ha spiegato in aula, e presumibilmente anche un prestito da una finanziaria. Questo accadeva mentre l’architetto continuava a ricevere cartelle dall’Agenzia delle Entrate di Viterbo e rate del mutuo da pagare. Ma il sospetto che qualcuno gli avesse rubato l’identità non esisteva neanche, pensava piuttosto a un caso di omonimia e per questo le cestinava. Solo diverso tempo dopo è sopraggiunto il tarlo del furto di identità che ha presto trovato riscontro all’Agenzia delle Entrate viterbese. E’ risultato infatti che quel bel villone a Ronciglione fosse stato proprio acquistato da lui. G.D., queste le iniziali del furbo che solo dopo sette mesi dall’acquisto aveva rivenduto la casa, è oggi imputato per falso ideologico. E secondo il sostituto procuratore Elisabetta Ceniccola si era presentato prima in banca, e poi davanti dal notaio con carta d'identità e codice fiscale falsi che attestavano le credenziali dell'architetto riuscendo prima a comprare una bella casa per poi rivenderla nel giro di sette mesi. I fatti risalgono al 2003 ma l'architetto è ancora alle prese con le conseguenze di questa brutta storia. Ad oggi infatti gli è difficile ottenere un mutuo o un credito dalle finanziarie perché è considerato un cattivo creditore a causa della truffa subita.