ANNO 16 n° 273
Acquapendente tra le mete del tour del comitato ristretto dei sindaci per la sanitą
Terrosi 'Lavoriamo per garantire servizi adeguati'
Andrea
17/10/2024 - 07:05
di Andrea Farronato

ACQUAPENDENTE - Il tour del comitato ristretto dei sindaci per la sanità, iniziato lo scorso 14 ottobre, si è posto l’obiettivo di visitare le strutture ospedaliere della provincia di Viterbo per comprendere da vicino le criticità della sanità e per poter migliorare il servizio sanitario.

Le prime 4 tappe del tour sono state Montefiascone, Acquapendente, Bolsena e Bagnoregio; per quanto riguarda l’ospedale di Acquapendente, continua a essere un punto di riferimento essenziale per il territorio, grazie al riconoscimento del suo status di 'ospedale di zona disagiata', confermato dall’atto aziendale della Asl di Viterbo. 'La nostra priorità è mantenere pienamente operativa la struttura, garantendo servizi adeguati e riducendo la necessità di ricorrere a strutture fuori regione' spiega la sindaca Alessandra Terrosi.

Per Terrosi, questo è stato 'un momento importante per fare il punto sulla situazione delle strutture sanitarie e raccogliere i bisogni di operatori e cittadini'. Tra tutte le strutture visitate, l’ospedale di Acquapendente emerge per la sua complessità, essendo un punto di riferimento per una vasta area della provincia. Con la costruzione della nuova struttura, che comprenderà anche un ospedale di comunità e una casa di comunità, il suo ruolo diventerà ancora più centrale. 'Stiamo seguendo da vicino questo processo, in stretta collaborazione con la Regione Lazio e la Asl di Viterbo, per garantire il pieno rispetto del diritto alla salute, non solo per gli abitanti di Acquapendente, ma per tutto il territorio' sottolinea la sindaca.

La sindaca di Acquapendente, inoltre, cita gli esempi di Montefiascone, Bolsena e Bagnoregio, dove 'la piena collaborazione tra amministrazioni comunali e Asl sta producendo risultati di rilievo. Allo stesso modo il Comune di Acquapendente - conclude Terrosi - continuerà sempre a svolgere un ruolo attivo, attraverso un confronto costruttivo con Asl e Regione, per mantenere la piena operatività dell'ospedale e salvaguardare tutto ciò che è stato ottenuto con le battaglie portate avanti anche dalle precedenti amministrazioni per evitare che venisse depotenziato a danno dei cittadini e dalle precedenti giunte regionali in termini di programmazione. Per fare questo serve lavorare a testa bassa come fatto finora, confrontarsi con tutti i livelli istituzionali, ascoltare le esigenze dei cittadini e degli operatori che vi lavorano e conoscere al meglio la realtà della sanità provinciale per fornire risposte rapide ed efficaci'.






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