ANNO 16 n° 272
Acquapendente, raccolta firme delle consigliere di minoranza Agostini e Friggi per difendere l'ospedale
Il sindaco Terrosi: 'Non č la mobilitazione ideale per produrre risultati'
Elsa
19/08/2024 - 04:06
di Elsa Berardi

ACQUAPENDENTE - Implementare piani di rilancio per l’ospedale di Acquapendente e difenderlo: un obiettivo verso il quale le distanze sembrano accorciarsi, soprattutto se si considerano i progetti condivisi dagli stessi cittadini. Uno dei tanti è la raccolta firme indetta il 22 agosto 2024 da due consigliere comunali di minoranza, Domitilla Agostini e Federica Friggi: a monte dell’iniziativa vi sarebbe l’indizione, promossa dall’amministrazione, di un incontro pubblico con gli operatori sanitari, i sindacati, le associazioni e il terzo settore.

L’evento, però, sarebbe stato organizzato senza gli esponenti della minoranza, dopo che, durante l’assemblea dei sindaci del precedente 1° giugno, le consigliere di minoranza avrebbero contattato direttamente il sindaco di Acquapendente per la causa dell’ospedale. Nella stessa data sarebbe stato presentato l’atto aziendale.

L’avviso della stessa Alessandra Terrosi, primo cittadino del comune, è del tutto discordante riguardo la necessità della raccolta firme: “In merito alla petizione promossa, ritengo che non sia questo il tipo di mobilitazione ideale per coinvolgere le persone e produrre risultati. Inoltre, nella petizione si danno per certi scenari che invece non sono previsti nell'atto aziendale. Ritengo – ha continuato il sindaco - che ciò non giovi alla battaglia che da decenni portano avanti le amministrazioni di Acquapendente e dei comuni limitrofi e anche dai comitati nati spontaneamente, a prescindere dall’appartenenza politica, per difendere il nostro ospedale dallo smantellamento”. Un indirizzo chiaro per quella che a tutti gli effetti sembra essere una battaglia tra colori politici, anziché un progetto di convergenza tra forze.

Cosa sta portando avanti l’amministrazione comunale aquesiana per ripristinare le condizioni dell’ospedale e perché le linee guida del suo operato confliggono con quelle degli schieramenti di minoranza?

“I Comuni, come noto - risponde il sindaco - non hanno competenza per la politica sanitaria, che è in capo a Regione e Asl. Il Comune di Acquapendente ha svolto e continuerà a svolgere un ruolo attivo per la piena operatività del nostro ospedale. Ricordo le battaglie fatte già dall'amministrazione Bambini affinché il Punto di Primo intervento voluto dalla giunta regionale presieduta da Renata Polverini tornasse ad essere a tutti gli effetti un Pronto soccorso e che tale traguardo è stato possibile con il riconoscimento da parte della giunta regionale di Nicola Zingaretti dell’ospedale di Acquapendente quale ospedale di zona disagiata. Tale qualifica permane ed è ovviamente riportata all’interno dell’atto aziendale approvato”.

La consigliera Agostini ha comunque obiettato riguardo la funzionalità del nosocomio: “Ritengo che sia necessario attenzionare la questione che riguarda il nostro ospedale, perché negli abbiamo visto che è stato depotenziato. Durante il periodo del Covid è stato tolto il servizio di anestesista h24, che consentiva quindi la funzionalità completa del Pronto soccorso, adducendo come motivazione che l’anestesista, in quel momento, era necessario su Belcolle e questo servizio non ci è più stato restituito. Attualmente il pronto soccorso dell’ospedale di Acquapendente non è funzionante nelle ore notturne. Noi – ha ripreso la Agostini – chiediamo all’amministrazione che vigili e che soprattutto punti i piedi rispetto a qualcosa che è essenziale per la nostra comunità e per il comprensorio dell’ospedale di Acquapendente”.

Il sindaco si è rivolto invece agli organi gestionali, dichiarando: “Crediamo che con il lavoro quotidiano di tutti coloro che condividono l’obiettivo, compresa la Asl che deve essere nostro costante interlocutore con cui provare a costruire un percorso per il nostro ospedale, passo dopo passo, con ragionevolezza e fermezza potremo ottenere ciò che necessita. Serve lavorare a testa bassa, come sempre le amministrazioni di questo paese hanno fatto fino ad ora, confrontarsi con tutti i livelli istituzionali, ascoltare le esigenze dei cittadini che usufruiscono del nostro ospedale, degli operatori che vi prestano servizio”.

Sul tema della discussa petizione, la consigliera Agostini ha affermato: “Abbiamo pensato che fosse giusto sensibilizzare la popolazione alla tematica attraverso una raccolta firme. Quando l’abbiamo incominciata e abbiamo ottenuto buoni risultati, ora siamo a 691 firme, ci hanno attaccato e hanno detto che la raccolta firme non andava bene senza argomentarne la ragione. La finalità è rendere la popolazione edotta di cosa sta succedendo. Le persone devono far sentire la loro voce e riteniamo che sia indispensabile: questo è uno dei modi”.

Il sindaco ha manifestato il suo dissenso e chiarito l’epilogo di un repentino cambiamento dell’organizzazione: “Come già ho avuto modo di ricordare, nei giorni tra la presentazione dell'atto e l'approvazione, si sono succeduti commenti ed esternazioni da parte dei consiglieri di minoranza che non sono condivisibili. Se la struttura organizzativa non fosse stata mantenuta, Pronto soccorso e Day surgery sarebbero passati sotto Belcolle, costringendo l'ospedale di Acquapendente a una minore autonomia gestionale che, come sappiamo per esperienza, non si sarebbe tradotta in un miglioramento del servizio, seppur in un quadro caratterizzato da carenza di medici e personale sanitario”. Un quadro complesso e fitto in cui emerge un bisogno essenziale: quello di un ospedale da un lato correttamente amministrato, dall’altro non depotenziato e vicino ai cittadini.

 

 






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