ANNO 16 n° 274
Acqua tossica,
scatta la denuncia
Ancora non potabile: alta concentrazione di tricloroetilene e trialometani
17/11/2012 - 04:00

di Lia Saraca

VITERBO - ''Dopo un mese l’acqua del punto di prelievo  di via Asinello è ancora non potabile per l’alta concentrazione di tricloroetilene e trialometani totali. Si tratta di una situazione insostenibile che ormai si protrae da tempo senza le adeguate soluzioni per la nostra sicurezza''.

Da questo fatto prende l’avvio la denuncia alla Procura della Repubblica da parte di alcuni cittadini della zona a firma di Massimiliano Sambin, esponente dell’associazione Nuova democrazia italiana.

''Ho sentito il mio avvocato, ormai è tutto pronto – afferma -  e lunedì mattina presenterò la denuncia alla Procura di Viterbo. Stiamo vivendo una situazione a dir poco paradossale. Si tratta di una emergenza trattata con superficialità. Un vuoto di informazione ci avvolge e la preoccupazione per la nostra salute aumenta. Senza considerare, poi, i numerosi disagi per gli utenti che continuano e pagare le bollette dell’acqua non potabile e, allo stesso tempo, a comperarla''.

Non a caso in zona è stata sistemata una cosiddetta ''casetta dell’acqua'', dove i cittadini pagano 5 centesimi per ogni litro e mezzo di acqua, ma solo dopo aver comperato la tessera a d un costo di 10 euro.

L'allarme per l'acqua non potobile è il secondo in pochi mesi. L’alta concentrazione di trialometani e tricloroetilene, infatti, è stata rilevata per la prima volta a fine agosto nei serbatoi di Zepponami che servivano via Fetoni, Giranesi, Giannotti, Cevoli, Fiordini, Stefanoni, Grilli, Montisola, Paoletti, via Paternocchio dopo madonnina, via della Bastiglia, ultimo tratto, Poggeri fino a Stivaloni, Commenda e case sparse Commenda.

Dai prelievi effettuati dall’Arpa Lazio di Viterbo il 18 e il 23 ottobre, poi, il superamento dei valori massimi di trialometani e tricloroetilene totali è stato registrato anche nel serbatoio di via Asinello. E da circa un mese il divieto riguarda le località: Asinello, Coste, Pelucche, Notazie, Gevi, Lungo lago e Ex onpi.

Secondo una stima approssimativa, sono circa duemila le persone interessate dal provvedimento per le quali, attualmente e fino a nuova ordinanza, è vietato l’utilizzo di acqua per usi potabili.

Le rilevazioni sanitarie effettuate hanno segnalato una situazione d’emergenza, definita nell’ordinanza del sindaco Luciano Cimarello ''preoccupante sotto il profilo igienico – sanitario''.

Preoccupazione che si è estesa immediatamente fra i cittadini, ora alle prese con la scarsa informazione e con la necessità di approvvigionarsi quotidianamente di acqua per uso alimentare.

''Ma non è tutto - spiega Sambin – l’acqua che fuoriesce dai rubinetti è anche maleodorante. Un problema enorme che, peraltro, si aggiunge a quello della presenza dell’arsenico. In questa incertezza alcuni abitanti non usano l’acqua nemmeno per farsi la doccia. Occorre risolvere il problema con urgenza''.

Lo stesso Sambin, a nome dei cittadini, ha chiesto più volte al Comune di far sospendere anche il pagamento delle bollette fino a quando il problema dell’arsenico non sarà risolto: ''Questo - dice - in base a una recente sentenza del Tar del Lazio che ha riconosciuto il risarcimento del danno''.




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