ANNO 16 n° 207
Acqua pubblica, Bengasi Battisti scrive alla sindaca Frontini: «Cortesemente restituiscimi il voto»
Il coordinatore nazionale degli enti locali per l'acqua pubblica critica la gestione del servizio idrico nella Tuscia e accusa l'amministrazione di aver tradito le aspettative nate con la battaglia per i beni comuni
26/07/2026 - 03:16

 

VITERBO – Una lettera aperta dai toni diretti e fortemente critici quella indirizzata alla sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, da Bengasi Battisti, coordinatore nazionale degli enti locali per l'acqua pubblica. Al centro dell'intervento, la gestione del servizio idrico nella Tuscia e il ruolo dell'amministrazione comunale all'interno del sistema Talete.

Battisti ricorda il percorso condiviso durante la stagione del referendum sull'acqua pubblica e spiega di aver sostenuto politicamente l'attuale sindaca proprio per l'impegno manifestato in quegli anni.

«Cara Chiara, mi permetto di darti del tu e di usare un tono amichevole, ricordando la straordinaria stagione del referendum per l'acqua pubblica e per i beni comuni. Una stagione in cui avevamo creduto, insieme, che l'acqua potesse davvero essere tolta dalle logiche di mercato e restituita alle comunità».

L'esponente del coordinamento nazionale afferma di aver riposto fiducia nella possibilità che Frontini promuovesse un cambiamento nella governance del servizio idrico.

«Ti ho votato credendo sinceramente che avresti portato quell'esperienza, quella visione e quella sensibilità all'interno del governo delle acque della Tuscia. Ero convinto che, con il peso e la responsabilità del tuo ruolo di sindaca del comune capoluogo, avresti dato una spallata definitiva al sistema Talete, battendoti per superare un modello societario fallimentare e lottando per una vera gestione pubblica e partecipata».

Secondo Battisti, però, le aspettative sarebbero state deluse. Nella lettera vengono elencate le principali criticità che, a suo giudizio, continuano a caratterizzare il servizio.

«Tariffe sempre più alte a fronte di un servizio inefficiente e discontinuo. Recidive emergenze sulla potabilità tra sforamenti di arsenico, fluoruri e problemi di rete che continuano a mortificare i cittadini. Una gestione strutturale incapace di garantire trasparenza e tutela del territorio, dove lo spettro dei processi di privatizzazione o dell'entrata dei privati torna ciclicamente a minacciare i nostri servizi essenziali».

L'accusa rivolta alla sindaca è quella di aver progressivamente abbandonato gli obiettivi iniziali.

«La spinta al cambiamento che avevi promesso si è diluita nei compromessi del governo locale e nell'inerzia delle assemblee dell'ATO. L'acqua non è un business, né una merce, ed era tuo dovere difenderla come bene comune prioritario. Così non è stato».

La lettera si conclude con una frase dal forte valore simbolico. «Ridammi cortesemente il mio voto».






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