


VITERBO – Bengasi Battisti, del Coordinamento nazionale enti locali per l'acqua pubblica, rivolge una lettera aperta ai sindaci della Tuscia chiedendo di riportare al centro dell'Assemblea dell'ATO il tema della gestione pubblica del servizio idrico. Un appello affinché venga data piena attuazione all'esito del referendum sull'acqua pubblica
Lettera Aperta ai Sindaci della Tuscia
Acqua pubblica nel Viterbese: una scelta di coerenza e di convenienza economica
Ai Sindaci della Tuscia, membri dell'Assemblea dell'ATO
Ai tanti sindaci della Tuscia con i quali ho condiviso l'entusiasmante e partecipata stagione del referendum a favore dell'acqua pubblica, e che ora siedono negli organi decisionali di governo della risorsa idrica, rivolgo un appello accorato.
Quel voto referendario, espressione limpida e democratica della volontà popolare, non può continuare a rimanere lettera morta.
È tempo che quella scelta trovi finalmente un riscontro concreto nelle decisioni politiche del nostro territorio.
Chiedo a ciascuno di voi un sussulto di coerenza e di coraggio: fate sì che anche l'acqua del viterbese venga sottratta alle logiche del mercato e del profitto.
Introdurre questo argomento nell'Assemblea dell'ATO è un vostro esclusivo compito e una vostra precisa prerogativa in quanto Sindaci.
Continuare ad andare a votare bilanci senza proporre o tenere conto di altre strade possibili – quelle stesse alternative che il referendum ha reso legalmente e politicamente percorribili – significa, nei fatti, non onorare il mandato dei cittadini e tradire il nostro chiaro impegno a favore dell'acqua pubblica e fuori dal profitto.
Dire 'No a Talete' e superare questo modello di gestione non è solo un atto di coerenza ideologica, ma rappresenta una precisa e urgente convenienza economica per tutte le nostre comunità.
Affidare la gestione del servizio idrico a un soggetto di diritto pubblico significa cambiare radicalmente prospettiva.
Solo un soggetto di diritto pubblico, infatti, può accedere direttamente ai sostegni della fiscalità generale e ai finanziamenti pubblici agevolati. Questo permetterebbe di abbattere drasticamente gli elevatissimi costi di gestione che oggi pesano interamente sulle spalle dei cittadini, andando a gonfiare le ormai insopportabili bollette di Talete.
Questo aspetto è ancora più decisivo e urgente nella nostra provincia, dove i costi per la dearsenificazione delle acque sono estremamente rilevanti.
Un problema strutturale e sanitario di questa portata non può essere scaricato interamente sulle tariffe dei consumatori: richiede risorse straordinarie che solo la fiscalità generale di un soggetto di diritto pubblico può mobilitare e gestire nell'interesse collettivo.
La ripubblicizzazione è l'unica strada per garantire tariffe eque, investimenti efficienti sulle reti, la sicurezza della nostra salute e- la tutela di un bene comune che appartiene a tutti.