ANNO 16 n° 270
Acqua pubblica, appello ai nuovi sindaci della Tuscia: “Fermate l’ingresso dei privati in Talete”
Bengasi Battisti: “Le tariffe sono tra le più alte del Lazio, serve una gestione interamente pubblica del servizio idrico”
20/06/2026 - 07:03

VITERBO – Un appello rivolto ai nuovi sindaci della provincia di Viterbo e ai consiglieri provinciali appena insediati affinché venga fermato il percorso di apertura ai privati di Talete S.p.A. e venga invece rafforzata una gestione completamente pubblica del servizio idrico. A lanciarlo è Bengasi Battisti, consigliere comunale di Corchiano e rappresentante del Coordinamento Nazionale Enti Locali per l’Acqua Pubblica.

Nel documento, Battisti definisce la decisione assunta dalla precedente assemblea dei sindaci di aprire la società idrica ai capitali privati come un «errore politico ed economico drammatico», sostenendo che i dati nazionali sulla gestione dell’acqua smentirebbero le aspettative legate alla privatizzazione.

Secondo quanto evidenziato nell’appello, una famiglia viterbese sostiene una spesa media annua di 656 euro per il servizio idrico, valore superiore del 24,2% rispetto alla media nazionale, mentre le perdite della rete raggiungerebbero il 40,9%, con una parte significativa dell’acqua dispersa prima di arrivare alle utenze.

Battisti richiama inoltre l’esperienza della Toscana, dove da anni è presente un modello di gestione misto pubblico-privato. A suo giudizio, l’ingresso dei privati non avrebbe prodotto benefici significativi in termini di riduzione delle perdite idriche, mentre avrebbe contribuito all’aumento delle tariffe.

Al centro della riflessione anche il tema dell’arsenico nelle acque della Tuscia e dei costi sostenuti per gli impianti di dearsenificazione. Per il consigliere comunale di Corchiano si tratta di una problematica che dovrebbe essere affrontata attraverso risorse pubbliche e non scaricata esclusivamente sulle bollette delle famiglie.

Da qui la proposta di trasformare la gestione del servizio idrico in un soggetto di diritto pubblico al cento per cento, consentendo, secondo Battisti, un maggiore ricorso alla fiscalità generale per finanziare gli interventi necessari e garantire il reinvestimento delle risorse nella manutenzione delle infrastrutture.

Nel suo appello, il rappresentante del Coordinamento per l’Acqua Pubblica invita infine i nuovi amministratori della Tuscia a riconsiderare il percorso avviato da Talete, sostenendo che la tutela dell’acqua come bene comune debba prevalere sulle logiche di mercato.

«Fermate l’ingresso dei privati in Talete e difendete l’acqua pubblica della Tuscia – conclude Battisti –. Il futuro del nostro territorio è nelle vostre mani».






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