ANNO 16 n° 272
Acqua potabile, diminuiscono i consumi
E' quanto emerge dall'indagine Istat 'Dati ambientali nelle cittą'
01/08/2012 - 04:00

VITERBO - Un po’ la paura dell’arsenico oltre i limiti consentiti, un po’ la paura delle bollette sempre più salate, un po’ l’accresciuta sensibilità ambientale, hanno fatto diventare i viterbesi più parsimoniosi nel consumo dell’acqua potabile. Nel 2011, infatti, i consumi nel capoluogo sono diminuiti oltre il 10% rispetto all’anno precedente. Dato che pone Viterbo tra le città più virtuose d’Italia insieme con Cremona, Verbania, Sondrio, Parma e Vicenza al Nord; Firenze, Roma e Frosinone al Centro; Benevento e Trapani nel Mezzogiorno. E’ quanto emerge dall'indagine Istat 'Dati ambientali nelle città'. Il consumo procapite a Viterbo è sceso tra i 100 e i 200 litri al giorno (in media 174,4 litri per abitante), con una riduzione notevolmente superiore alla media nazionale (-3,4%). Dall’indagine emerge che gli italiani sono complessivamente sempre più attenti all'uso delle risorse idriche. Proseguendo in un trend che va avanti ormai da 10 anni, il consumo di acqua potabile fatturata per uso domestico nei capoluoghi di provincia, nel 2011, è sceso a 1,16 miliardi di metri cubi.

Solo nel 15,5% dei capoluoghi i consumi di acqua potabile sono compresi tra i 200 e i 250 litri, mentre nell’83,6% sono contenuti tra i 100 e i 200 litri. Solo Agrigento ha fatto registrare consumi giornalieri inferiori ai 100 litri pro capite. Ma come spiega l’Istat il dato è dovuto anche alle frequenti interruzioni della distribuzione. Il contenimento del consumo è stato riscontrato anche nei comuni della Tuscia non presi in considerazione dall’indagine Istat. Quei comuni che dal primo gennaio 2013 e per i quattro-cinque mesi successivi, con una popolazione complessiva superiore a 130mila abitanti, resteranno senza acqua potabile. I comuni interessati sono quelli che hanno una concentrazione di arsenico nell'acqua tra i 10 e i 20 microgrammi/litro. Cui si aggiungeranno quelli con una concentrazione superiore a 20 microgrammi/litro. Quantità che dal primo gennaio non sarà più coperta dalla proroga concessa dall'Unione Europea, che ha fissato al di sotto dei 10 microgrammi/litro il limite massimo di arsenico, oltre il quale l'acqua dovrà essere dichiarata non potabile. A quel punto, ai sindaci non resterà che emettere l’ordinanza di divieto per usi alimentari dell’acqua per non finire fuorilegge. A quel punto il consumo di acqua potabile nel Viterbese è destinato a subire un ulteriore crollo, con pesantissime ripercussioni sugli incassi della Talete spa, la società a intero capitale pubblico incaricata della gestione del servizio idrico, già alle prese con una situazione di cassa disastrosa. Se i viterbesi si sono ben comportati con l’acqua, non hanno fatto altrettanto con l’aria. Con oltre 700 auto ogni mille abitanti, infatti Viterbo è una delle città d’Italia con il maggior tasso di motorizzazione. Lo stesso tasso si registra ad Aosta, L'Aquila, Frosinone, Latina, Catania, Potenza, Vibo Valentia, Nuoro, Olbia e Rieti. Un dato, quest’ultimo, che come rivela l’Istat, ha determinato un aumento del pm10 nell’atmosfera. Anche se Viterbo non rientra tra i primi 10 comuni d’Italia per numero di giornate di sforamento del limite. Il tasso di motorizzazione appare elevato quasi ovunque, con 74 capoluoghi oltre le 600 auto per mille abitanti: Solo a La Spezia, Genova e Venezia si registra meno di un'auto ogni 2 abitanti. Un po’ in tutta Italia risulta ancora leggermente predominante la presenza di autovetture più inquinanti. Il tasso di motorizzazione delle autovetture euro 0, euro I, euro II e III è pari a 325,8, ogni mille abitanti, mentre per le autovetture euro IV e V è pari a 287,9.

 

 






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