

L’acqua è diventata potabile ma i cittadini non si fidano. Questo il risultato del nostro sondaggio che chiedeva ai nostri lettori cosa pensavano dopo la deroga sulla quantità di arsenico da parte dell’Unione europea che ha reso di nuovo potabile l’acqua dei rubinetti.
Hanno votato il sondaggio proposto da Viterbo News 24 novecentoventisette lettori, un numero crescente rispetto al precedente in cui avevano risposto 813 lettori.
Ma veniamo all’oggi con un abbondante 46 per cento che hanno detto esplicitamente che non si fidano. In sostanza la quasi maggioranza assoluta dei lettori non crede che l’acqua sia diventata potabile, per così dire, per decreto. E probabilmente continueranno ad usare tutte le precauzioni necessarie sia per l’uso da cucina e domestico che per berla.
Nonostante ciò è abbastanza alta anche la percentuale delle persone che di fidano ciecamente della deroga ai valori dell’arsenico da parte dell’Unione europea. In questo caso la fiducia arriva quasi al 19 per cento. In sostanza una buona quantità di cittadini pensa di usare come sempre l’acqua dei rubinetti poiché, evidentemente, credono che se è stata presa questa decisione da parte delle autorità è perché in effetti non ci sono rischi.
Una piccola percentuale, all’incirca l’8 per cento, pensa invece che la scelta migliore sia quella di vietarne comunque l’uso. Come dire: nel dubbio meglio evitare. Anche perché si tratta di un uso giornaliero che attiene ad ogni momento della vita quotidiana.
Infine, a sorpresa, la percentuale si rialza sensibilmente al 25 per cento. Tanti sono infatti i nostri lettori che credono che su questo argomento ci sia una sorta di “minuetto” fatto da annunci e smentite che prima dicono una cosa e poi il suo contrario, soltanto per incrementare l’uso e l’acquisto di acque minerali. La domanda, per la verità era messa sotto forma interrogativa, ma, vista l’alta percentuale, sono in tanti che individuano il “problema” come un “problema commerciale”. Magari guidato dal solito “grande vecchio”.
Risultati, come si vede, molto interessanti, che però, lo ribadiamo sempre, non rappresentano un campione statistico “scientifico”.