ANNO 16 n° 273
Acqua di rubinetto non potabile, Comune condannato a pagare i danni
La Cassazione conferma le sentenze di primo e secondo grado
06/08/2022 - 15:49

di Andrea Stefano Marini Balestra

RONCIGLIONE - A Ronciglione l'acqua non fu potabile.

Questa la definita Sentenza della Suprema Corte di Cassazione dopo la querelle giudiziaria iniziata nel 2014 davanti al giudice di pace di Viterbo quando alcuni cittadini chiesero al Comune di Ronciglione un risarcimento perché l’acqua erogata dall’acquedotto non aveva le caratteristiche contrattualmente promesse, cioè non era potabile.

Chi oggi scrive, redasse a suo tempo come giudice di pace assegnatario delle cause salomoniche sentenze, che previo accertamento dell’inadempimento contrattuale del Comune (accertata impotabilità per usi umani dell’acqua fornita), dichiarò che gli utenti al servizio idrico fossero solo da onerare del 50% delle “bollette”, quindi al loro diritto ripetere le somme versate dal 2008 alla data della proposizione della domanda, oltre una sommetta per risarcimento danni.

Il Comune propose appello al Tribunale di Viterbo e quest’ultimo confermò le sentenze di primo grado nella primavera del 2019.

Non pago di due decisioni conformi, il Comune propose ricorso per Cassazione motivando la mancata accertata corresponsabilità della Regione Lazio che nei precedenti giudizi non era parte in causa. I supremi giudici hanno concluso per il rapporto privatistico del rapporto erogazione acqua del Comune escludendo ogni altro soggetto da responsabilità contrattuale.

Definitivamente, quindi, la Cassazione ha posto fine all’annosa questione dove le prime cause davanti al Giudice di Pace, poi quelle del Tribunale, hanno resistito e reso oggi definitiva la condanna del Comune al risarcimento dei suoi cittadini danneggiati dal non poter aver fatto uso di acqua potabile per un certo tempo.

 

 






Facebook Twitter Rss