ANNO 16 n° 273
Acqua, si preannunciano ricorsi al Tar contro la tariffa unica
Romoli: ''E' materia dei Consigli comunali''. Bossola: ''No, dell'Ato''. Quell'accordo che impegna i sindaci ad approvarla
03/02/2020 - 06:48

VITERBO - Sarà o no la prossima conferenza dei sindaci Ato quella in cui - come auspicato dai Comuni di Bolsena e Tarquinia, per i quali ''non ci possono più essere cittadini di serie A e cittadini di serie B'' - la tariffa dell’acqua dei comuni che non hanno ancora trasferito il proprio servizio idrico alla Talete sarà uniformata a quella degli altri comuni che invece già sono entrati con armi (le quote) e bagagli (le infrastrutture) dentro la società di via Romiti?

Mentre aumenta il pressing sul presidente Pietro Nocchi perché l'incontro venga convocato il prima possibile (il vicesindaco di Bolsena Andrea Di Sorte, ha chiesto un riscontro immediato visto che dell’assemblea che si sarebbe dovuta tenere a metà gennaio non si è saputo più niente), sindaci del ''fronte indipendentista'' hanno già fatto capire che venderanno cara la pelle.

A preannunciare la linea dura è stato Alessandro Romoli: ''Io penso che si aprirà una casistica davanti Tar o ad altri organi'', ha detto il sindaco di Bassano in Teverina nel suo intervento alla riunione del 30 dicembre, lasciando intendere che, come per i decreti di commissariamento della Regione Lazio contro i comuni che non sono ancora entrati nella Talete, si rischia di andare incontro a un nuovo e logorante Vietnam, fatto di ricorsi e battaglie a suon di carte bollate.

''C’è un discorso di legittimità – ha spiegato Romoli -. Come fa una assemblea dei sindaci ad aumentare o a chiedere di aumentare una tariffa che compete al Comune, che è il gestore del servizio? A mio giudizio c’è un vizio di legittimità. Prima che soci, noi sindaci siamo amministratori. Rispondiamo alle logiche amministrative e a un ordinamento giuridico che ci impone che le tariffe debbano essere discusse nei consigli comunali, essendo il servizio ancora in carico ai Comuni. Cosa facciamo? Disattendiamo il testo unico degli enti locali?''. Il sindaco di Bassano in Teverina ha chiesto di rinviare comunque ogni decisione, in attesa che si definisca la questione dei comuni commissariati e che ''la situazione sia più chiara''.

Nella stessa sede gli ha replicato il presidente del consiglio di amministrazione della Talete Andrea Bossola, presente alla conferenza dei sindaci Ato come ospite. Bossola ha fornito la sua interpretazione del caso, basandosi sulla sua esperienza professionale. ''Ritengo – ha detto - che questa assemblea abbia la legittimità per votare una tariffa unica. Il sistema idrico integrato è regolato da un sistema a doppio livello: uno nazionale e uno a livello di Ato. In questo caso, questa decisione (quella di uniformare le tariffe, ndr) viene presa dall’organo locale che la riporta all’organo superiore. Le conseguenze qualora non fossero deliberate tariffe che coprono i costi? E’ un atto legittimo, ma punibile dalla Corte dei conti. Conseguentemente questa assemblea che rappresenta l’Ato può prendere questa decisione e trasmetterla ad Arera''.

A sgomberare il campo da qualsiasi interpretazione, secondo quanto sostiene invece Luisa Ciambella, ci sarebbe la convenzione di cooperazione. Si tratta di un documento sottoscritto da tutti i Comuni nel 2007 e ancora in vigore, il cui rispetto è stato invocato allorché sindaci di Comuni che non adeguano le proprie tariffe, hanno votato per l’aumento delle tariffe dell’acqua che pagheranno i cittadini degli altri Comuni, e questo al di là del fatto che questi voti siano stati determinanti o meno a far approvare i rincari. ''E’ moralmente accettabile che avvenga questo?'', si domandava a proposito Luisa Ciambella. La convenzione di cooperazione stabilisce che siano i sindaci a garantire “l’unitarietà del sistema tariffario nell’Ambito territoriale ottimale in funzione della qualità delle risorse e del servizio fornito''. Insomma , che sulla tariffa unica debba decidere l’Ato.

Nei prossimi giorni sono attesi sviluppi.






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