ANNO 16 n° 272
''Acqua, Nocchi convochi subito i sindaci per uniformare le tariffe''
Di Sorte (Bolsena): ''Basta cittadini di serie A e di serie B''. Giulivi (Tarquinia):''C'č anche chi non le aggiorna da 5 o 6 anni''
01/02/2020 - 06:59

VITERBO - (s.lup.) - ''Il costo dell’acqua deve essere uguale per tutti i Comuni, anche per quelli che non hanno ancora conferito il servizio idrico alla Talete e che, invece, si ostinano a non adeguare le proprie tariffe. Ci sono delle regole. Non è giusto che all’interno dello stesso Ato ci siano cittadini di serie A e cittadini di serie B. Per questo chiedo al presidente Pietro Nocchi di convocare il prima possibile la conferenza dei sindaci per chiudere una volta per tutte questa storia che si trascina da anni. All’assemblea del 30 dicembre ci eravamo lasciati con la promessa che saremmo stati riconvocati per la metà di gennaio, invece siamo arrivati a febbraio e ancora niente. A me non risultano convocazioni. Cosa aspettiamo ancora?''.

Andrea Di Sorte, vicesindaco di Bolsena, è un fiume in piena. Alla conferenza di fine anno, lui e il sindaco di Tarquinia, Alessandro Giulivi, sono stati gli unici a votare contro la decisione di rinviare la questione, sintetizzata al terzo punto dell’ordine del giorno, con il seguente titolo: ''Atto di orientamento 41/2009: uniforme applicazione dei livelli tariffari all’interno del territorio dell’Ato 1. Comunicazioni ad Arera''. ''Non me la sento più di difendere una posizione che va contro tutte le regole'', spiega Di Sorte oggi, motivando così la sua scelta. 

Ciò avveniva poco prima dell’approvazione dell’aumento delle tariffe richiesto da Talete. Rincari, come ormai noto, che scatteranno in maniera automatica nel momento in cui Arerà dovesse concedere al gestore un prestito di 45 milioni di euro. A quella decisione finale, per una sorta di paradosso, hanno contribuito votando sì anche i sindaci di quei comuni 'ribelli', alcuni dei quali hanno anche contenziosi in corso con la Talete, dove gli stessi aumenti non verrebbero poi applicati, come successo in altri casi già in passato. ''Ci sono paesi – rivela il sindaco Giulivi - dove le tariffe non vengono aggiornate da cinque o sei anni. L’adeguamento, invece, permetterebbe a questi comuni un ingresso in Talete – inevitabile, checché se ne dica - più armonico, e al tempo stesso arriverebbero maggiori risorse per la manutenzione degli impianti e la riparazione delle perdite lungo la rete, uno dei problemi più grandi con cui deve combattere il gestore e che porta, oltre alla dispersione della risorsa, anche a una grande spreco di energia elettrica''.

La vicenda, per la precisione, si trascina dal 2009, quando i sindaci approvarono un atto di indirizzo che stabiliva che all’interno dell’Ato doveva essere applicata una tariffa unica per tutti i comuni, al di là che abbiano conferito o meno il proprio servizio alla Talee. Cosa c’entra allora la conferenza dei sindaci? Semplice, in base a una convenzione di cooperazione approvata da tutti i consigli comunali due anni prima, nel 2007, sta a questo organo fare in modo che la tariffa unica venga approvata.

Tornando ai giorni nostri, alcuni sindaci dei comuni ''ribelli'' (Bassano in Teverina e Valentano) hanno chiesto il rinvio della decisione, appellandosi, come riportato nel verbale della seduta, a una presunta ''situazione di incertezza normativa circa la legittimità e la competenza di poter decidere in questa sede la tariffa da applicare ai Comuni che ancora gestiscono autonomamente il servizio idrico e quindi sono tenuti a ottemperare alle norme specifiche degli enti locali''.






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