

VITERBO - (b.b.) Era stato accusato di aver picchiato la compagna di fronte al Bingo, dove entrambi lavoravano. A distanza di anni, nei giorni scorsi è stato assolto da ogni accusa.
Il ragazzo, più piccolo della fidanzata, secondo la denuncia della vittima e di suo fratello - anche lui dipendente della sala giochi - avrebbe alzato le mani contro la donna dopo una scenata di gelosia. Schiaffi e strattonate che le avrebbero lasciato degli evidentissimi segni in faccia e sul corpo.
Così come aveva spiegato in aula, al processo contro l'ex cognato: ''Mia sorella era in stato confusionale e piangeva. Aveva segni su tutto il corpo - aveva sottolineato ai giudici del collegio viterbese - mi ha detto di aver avuto una lite e poi una colluttazione''. Per questo avrebbe deciso di portarla al pronto soccorso di Belcolle per farla medicare.
I fatti risalirebbero al Capodanno ndel 2014 quando la coppia avrebbe litigato per motivi di gelosia: l'imputato sarebbe arrivato di fronte al posto di lavoro, avrebbe fatto salire la compagna in auto e poi l'avrebbe picchiata, riaccompagnandola a casa piena di lividi.
Alla sbarra per violenza privata, lesioni aggravate e violenza sessuale, nei giorni scorsi è stato assolto da ogni accusa. Per la difesa i due giovani ''avrebbero continuato a vedersi e frequentarsi anche nei mesi sucessivi alla lite'' ha spiegato il legale Franco Taurchini.